Salerno si prepara a rispondere ancora una volta presente, con quella forza popolare che negli anni ha trasformato ogni partita in un rito collettivo capace di andare oltre il semplice risultato. Il comunicato del direttivo ultras è un invito chiaro, diretto, senza sfumature: riempire lo stadio e seguire la squadra anche lontano da casa, perché “riprendiamoci sul campo quello che ci hanno tolto, uniti possiamo fare la differenza”. Parole che hanno già trovato eco in tutta la provincia, dove sono comparsi striscioni di sostegno, segnali concreti di un entusiasmo che cresce giorno dopo giorno e che si alimenta di appartenenza e memoria.
Per la prima gara interna dei playoff si muoverà gente da ogni parte d’Italia, a conferma di un legame che non conosce distanze né categorie e che trova proprio nei momenti più delicati la sua massima espressione. Del resto, la storia recente parla chiaro e certifica quanto il pubblico granata sia stato determinante negli ultimi vent’anni. Salerno è seconda soltanto a Bari e Palermo per presenze in serie C, un dato che racconta più di qualsiasi analisi e che restituisce il senso di una piazza capace di fare numeri da categorie superiori anche nei periodi più difficili. E poi ci sono i numeri che restano impressi nella memoria collettiva, come i 31mila spettatori di Salernitana-Pescara nel 2008 o i 25mila registrati nel 2015 contro Barletta, Casertana e Benevento, nell’anno della promozione, quando l’Arechi divenne un autentico fortino. Quando si entra nel territorio dei playoff, il fattore Arechi diventa ancora più evidente e quasi tangibile.
La Salernitana è imbattuta nelle gare casalinghe e ogni partita sembra caricarsi di un’energia speciale, fatta di cori, colori e una spinta costante che accompagna ogni azione. Nel 1994 furono addirittura 40mila gli spettatori presenti contro la Lodigiani, in una serata chiusa con un netto 4-0 che ancora oggi viene ricordato come uno dei simboli della forza del pubblico. Nel 2005, contro il Genoa, arrivarono in 22mila per spingere la squadra al successo per 2-1, mentre nel 2011 l’Arechi si riempì con 20mila presenze per l’1-1 con l’Alessandria di Sarri e con 31mila tifosi per la vittoria per 1-0 sul Verona, in un crescendo di entusiasmo che accompagnò tutto il percorso. Numeri che trovano un’ulteriore conferma anche nella scorsa stagione, quando per il playout con il Frosinone, poi mai disputato, furono venduti 29mila biglietti in appena 48 ore, a dimostrazione di una fede che non conosce pause.
Un segnale inequivocabile di quanto il popolo granata sappia compattarsi nei momenti decisivi, stringendosi attorno alla squadra senza esitazioni. Non è un caso se già nel 1999 Telepiù premiò la curva dell’Arechi come la migliore della serie A, in un’annata in cui la Salernitana riuscì a segnare almeno un gol in tutte le 17 partite interne, battendo avversarie del calibro di Inter, Roma, Lazio e Juventus e rendendo lo stadio un teatro difficile per chiunque. Un patrimonio di passione che oggi torna ad essere centrale e che può rappresentare un valore aggiunto in questa fase della stagione. Per la gara del 13 maggio sono previsti almeno 15mila spettatori nonostante il turno infrasettimanale, ma la sensazione è che il dato possa crescere ulteriormente nelle prossime ore, spinto dall’entusiasmo e dalla voglia di esserci.
La prevendita dovrebbe partire venerdì mattina e la società ha già chiesto alla Lega di mantenere prezzi in linea con quelli del campionato, per favorire la massima partecipazione e permettere a tutti di dare il proprio contributo. Possibile anche una giornata di prelazione riservata ai 5289 abbonati, un modo per riconoscere la fedeltà di chi c’è stato sempre e non ha mai fatto mancare il proprio sostegno. Salerno si prepara dunque a fare la sua parte, consapevole che certe partite non si giocano soltanto in campo ma si vincono anche sugli spalti, dove la voce di un popolo può davvero spostare gli equilibri e trasformare una gara in qualcosa di più grande.
A fare da cornice, nel frattempo, arriva anche la presa di posizione dei gruppi ultras della Curva Sud che, attraverso un comunicato, chiedono alla proprietà di tornare allo stadio, lanciando un ulteriore segnale distensivo nei confronti di Danilo Iervolino. In parallelo, alcuni club organizzati invitano la tifoseria a esporre bandiere granata sui balconi, mentre prende corpo l’ipotesi di una vera e propria “scorta” al pullman della squadra, che potrebbe essere accompagnato allo stadio da decine e decine di supporters.
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