Sulla torta c'è scritto «presente». Thomas Heurtaux oggi compie 31 anni e il regalo è la convocazione, prologo a una serie di opportunità. La prima, la più importante, è dare il meglio in queste settimane che lo separano dalla nuova scadenza: il 31 agosto è vicino o lontano, a seconda dei punti di vista. A differenza di Mantovani, il francese non ha incassato il rinnovo contrattuale ma solo la proroga del vincolo che lo lega al club dell'ippocampo e quindi a fine stagione il percorso in granata potrebbe interrompersi. L'orizzonte, però, è il derby con la Juve Stabia, una specie di «tuffo nel passato» per lui che il 30 novembre, pur di guadagnare minuti nelle gambe e la fiducia di Ventura, accettò di diventare il fuori quota della formazione Primavera. Giocò in difesa con Gioacchino Galeotafiore, iniziò a carburare sul temuto fondo sintetico del campo Volpe perché era l'unico modo per avviare la riatletizzazione. Dopo la partita con i baby, Heurtaux corse allo stadio Arechi per tifare granata, in Serie B, seduto in tribuna in occasione di Salernitana-Ascoli. Oggi la Salernitana affronta di nuovo le «vespe», stavolta in cadetteria. Al centrale transalpino, che nel frattempo ha chiuso il cerchio della solidarietà donando beni di prima necessità ad alcune famiglie del centro storico durante l'emergenza Covid, più la maglia della sua prima volta da titolare a Perugia, il 7 marzo, ronza in testa l'idea di ritrovarsi in campo al più presto, perché Ventura ha bisogno di tutti e nella volatona che dovrà condurre ai playoff sarà fondamentale la gestione degli uomini e delle risorse. La proroga del contratto è arrivata sul gong, ufficializzata il 30 giugno. Ventura si era già espresso a favore di un percorso di gruppo da portare avanti tutti insieme e ieri in conferenza stampa lo ha ribadito: "La società mi ha chiesto e ho detto che da allenatore mi sembrava corretto che tutti quelli che sono partiti arrivassero a destinazione con noi. Tutti insieme. Se siamo un gruppo, andiamo tutti, quindi tutti convocati. Poi c'è chi è in grado e chi meno. Sarà una gestione a 360 gradi ma non mi è mai capitato di gestire tanti infortuni".
L'ESTERNO A pochi passi dal Duomo di Salerno, nel cuore della città vecchia dove ha preso casa, Heurtaux ha come dirimpettaio Alessio Cerci. La sintonia era già forte in Turchia ed è sfociata in sincera amicizia. Come Heurtaux, anche Cerci fa parte del plotoncino di giocatori che erano in scadenza di contratto ma che proseguono in granata, in ragione di una proroga. «Germogli» di Cerci, lampi di classe e sprazzi di vitalità sono ricomparsi allo stadio Arechi pochi giorni fa, contro la Cremonese. Non bastano, però, un clamoroso palo incocciato da calcio d'angolo e venti minuti giocati a buon ritmo per strappare la maglia da titolare. Ventura, che è il primo tifoso di Cerci, preferisce gestirlo e tenerlo ancora nell'ovatta, come un gingillo. "Non so se Cerci avrà possibilità di partire dal primo minuto - ha precisato - Quando è entrato non ha fatto male ma stiamo parlando di 20 minuti. Ne ha passate di cotte e di crude. Viaggiava col Toradol per contenere il dolore. Oggi Cerci novanta minuti non li può fare, non posso chiedergli di più. Se Cerci non avesse problematiche, non sarebbe qui. Devo dirgli, però, bravo perché non ha mai mollato. Vorrei per noi e per lui che alla prima occasione desse risposte. Gli è successo di tutto, pure quello che non è stato pubblicizzato. Dobbiamo rimetterlo in pista e recuperarlo un pezzo per volta". In maglia granata ha giocato 286' spalmati su 9 partite. Spezzoni, gettoni. La più lunga, durata 79', coincise con la trasferta di Perugia e fece seguito al debutto da titolare contro il Venezia (75'). «Poi il lockdown ha frenato tutto», ha sottolineato Ventura e la ripresa delle ostilità, 54' contro il Pisa, il 20 giugno, ha avuto contraccolpi sul piano della tenuta, della gestione della fatica. A Castellammare di Stabia, un girone fa, Cerci non fu convocato. Era la seconda assenza consecutiva, letargo pieno. Adesso va scartato con cura, speranze e sospiri accompagnano sempre le sue vigilie. Insieme all'auspicio del mister: "Può darci la giocata improvvisa e qualche punto sulla carta insperato". Chissà che diventi profezia da derby.
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