Se la difesa è la più perforata tra le big e il centrocampo ha limiti tecnici e numerici innegabili, la Salernitana ha anche un problema inatteso nel reparto offensivo. Analizzando singolarmente i nomi che compongono l’organico in attacco verrebbe da pensare a una squadra potenzialmente in grado di vincere il campionato, visto che tre calciatori hanno raggiunto o superato quota 100 gol in carriera e altri hanno tutte le carte in regola per fare la differenza in questa categoria. Tuttavia i numeri dicono che il capocannoniere sia Capomaggio (un regista spesso adattato al centro della difesa nel girone di ritorno) con appena cinque reti e che Lescano, in 40 giorni, abbia fatto già meglio di Ferrari, Inglese e Molina.

Eppure la tifoseria è convinta che Cosmi abbia a disposizione un elemento che non ha ancora espresso il massimo del suo potenziale e che, se messo in condizioni di incidere, possa essere uno dei principali protagonisti del rush finale. A Pescara rimpiangono Andrea Ferraris, talentuosa seconda punta che ha contribuito in modo determinante alla promozione in B dei biancazzurri attraverso i playoff e che, sotto la sapiente guida di Silvio Baldini, ha saputo ritagliarsi uno spazio importante tra colleghi di maggior esperienza e che gli hanno insegnato tanto.

Ultimo colpo della sessione estiva del mercato, Ferraris a Salerno si è presentato nel migliore dei modi: gol determinanti contro Atalanta23 e Giugliano, rete di pregevole fattura in casa col Cerignola e un gran lavoro su tutto il fronte offensivo per non dare punti di riferimento agli avversari. Da quando Raffaele decise di sacrificarlo un po’ arretrandolo sulla trequarti o allargandolo sulla fascia ecco che Ferraris si è progressivamente perso, al punto da essere diventato una riserva di lusso e non un titolare inamovibile. Nel 2026 ha timbrato il cartellino soltanto nel derby dell’Arechi col Giugliano, in una serata che sembra di gloria e che invece si trasformò nell’inizio della fine per Raffaele, fischiato dal pubblico e fortemente messo in discussione dalla dirigenza.

Dopo averlo tenuto in panchina nelle prime due gare della sua gestione, Cosmi lo aveva gettato nella mischia dal primo minuto nella gara di domenica con il Latina. 20 minuti discreti interrotti dall’espulsione di Capomaggio che ha costretto lo staff tecnico a sacrificarlo. In questa settimana  è stato provato spesso tra i titolari in tandem con Lescano, cui caratteristiche si integrano bene con le sue. Un bomber che può insegnargli molto e che gli consente di giocare nell’area di rigore avversaria senza svolgere uno sfiancante lavoro in fase di non possesso. 

Sezione: News / Data: Ven 13 marzo 2026 alle 15:30 / Fonte: la Città
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024