Ci sono momenti di una partita che valgono più di mille parole, istantanee che non saranno sfuggite ai più attenti e che lasciano capire perchè la Salernitana, pur non brillando sempre, meriti ad ora il primo posto in classifica. Ricordiamo, ad esempio, il match con l'Ascoli, terza gara in una settimana disputata su un autentico pantano. Al 90' chiunque si poteva accontentare dello 0-0, invece i padroni di casa vollero vincere...e la vinsero con Anderson, con l'esultanza soprattutto dei calciatori relegati in panchina. E ancora con la Spal, quando Djuric e i calciatori più rappresentativi certo non si fecero sbeffeggiare da un ragazzino che, pochi mesi prima, era andato via da Salerno quasi "scappando" per qualche messaggio ironico, ma non minaccioso nè offensivo ricevuto sul web. Ieri un'altra riprova della grandezza del gruppo granata, saggiamente guidato da Castori. Al minuto 91 il Cosenza ha avuto una grande chance di testa, il pallone è andato fuori di pochissimo e sarebbe stata una punizione eccessiva rispetto a quanto visto in campo. Di Tacchio, il capitano (messo in discussione da chi di calcio capisce evidentemente poco), ha esultato quasi come si fosse segnato un gol, caricando ulteriormente i compagni. Dopo il triplice fischio, invece, tutti attorno a Tutino, rimproverato per un pallone perso banalmente a metà campo e poi portato in trionfo per la rete decisiva. A volte una grande stagione si intravede dai piccoli segnali. E, in due mesi, ne abbiamo notati tantissimi. 

Sezione: News / Data: Lun 30 novembre 2020 alle 19:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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