La stagione scorsa pare proprio non abbia insegnato niente alla proprietà della Salernitana ed ai suoi amministratori, dal momento che nella gestione corrente della società non si riesce proprio ad intravedere una programmazione e neppure qualcosa che possa anche solo vagamente assomigliarle. La scelta estiva caduta su Giovanni Martusciello poteva avere una sua logica nell'ottica di puntare su di un tecnico con la fama di giochista che potesse dare alla squadra una precisa identità tattica votata ad imporre il proprio calcio e cercare il risultato attraverso il "domino della partita". Peccato che poi non si sia fatto nulla per facilitarme il lavoro costruendo per tempo una ossatura di squadra che potesse svolgere almeno buona parte del ritiro estivo agli ordini del mister e peccato che, poi, per evidenti limiti di budget disponibile e per scelte strategiche del ds, si sia finito per puntare su calciatori esperti e di nome ma privi della condizione fisico atletica necessaria per ben esprimersi con determinati moduli offensivi ed in un campionato che storicamente privilegia dinamismo, corsa e fisicità rispetto al tasso tecnico ed ai piedi raffinati.
Quel che fa però specie è l'andamento della Salernitana e il suo regredire anziché progredire dopo settimane di allenamenti e gare ufficiali. Un passo del gambero ed una evidente involuzione tecnica e tattica dopo un avvio promettente sia per carattere e spirito di gruppo che per risultati ottenuti. Martusciello aveva avuto un buon impatto su calciatori e pubblico di fede granata, poi però lo stesso ha iniziato, un po' volutamente ed un po' forzatamente, a ruotare gli uomini a disposizione, senza trovare un undici base a centrocampo ed in attacco. Costante è stata invece la proposizione del modulo di partenza 4-3-3 e la ricerca del possesso palla, della costruzione dal basso che coinvolga il portiere e dello sviluppo di gioco sulle fasce laterali. Principi rispettabili e belli a sentirsi ed a vedersi in campo, ma rivelatisi alla prova del campo, privi di incisivita' e concretezza, per un primeggiare nei minuti con la palla tra i piedi ed un aprire il fianco alle sortite avversarie che, anche grazie ad errori individuali importanti, trafiggevano la Bersagliera al primo tiro in porta o giù di lì.
Più indizi fanno una prova, non ci si può attaccare alla sfortuna se i propri attaccanti arrivano spesso al tiro o in area avversaria e nulla concludono e altrettanto vale se, con errori marchiani dei singoli o della fase difensiva tutta, il proprio estremo difensore finisce spesso e volentieri per doversi chinare a raccogliere il pallone nella propria rete. Le responsabilità sono di tutte le componenti, in primis di patron Danilo Iervolino, che persevera negli errori e in una condotta che a certi livelli è l'anticalcio, dei suoi dipendenti amministrativi e dell'area tecnica, tutti fino all'allenatore, nonché forse anche un po' di una piazza troppo passiva nel manifestare il proprio civile dissenso. Tornando alla condotta del patron e all' esonero (inevitabile oramai) di mister Martusciello, si attendeva di conoscere il nome del suo sostituto per capire le ultime intenzioni di Iervolino e sperare in cambiamenti positivi dopo il suo recente riavvicinamento (o presunto tale) e il confronto con una delegazione di ultras della Curva Sud Siberiano.
Ebbene il ritorno (l' ennesimo) sulla panchina granata di Stefano Colantuono non parrebbe essere proprio il migliore dei segnali possibili in tal senso, non per la serietà e la professionalità delll'uomo e del tecnico, su cui nulla quaestio, ma per quel suo ultimo apparire più un impiegato a libro paga dell' ex presidente (egli stesso si è definito più volte e fieramente un uomo di società) che un allenatore (perché ha un curriculum alle spalle lusinghiero ed importante in panchina). Inevitabile porsi domande che accendono preoccupazioni e possono fare passare la scelta del trainer romano come dettata dalla volontà di risparmiare e di traghettare soltanto la squadra ad un tranquillo ed anonimo finale di stagione. Ciò come nelle ultime partite dell'ultimo disastroso torneo di serie A del cavalluccio marino, ma con la differenza che ora mancano sette mesi alla fine del campionato, che la B si decide spesso nel girone di ritorno o finanche in primavera e che, ci sta un mercato davanti a gennaio prossimo per rinforzarsi e credere in qualcosa di più e meglio.
Rassegnazione all'anonimato e vivacchiamento fino a fine maggio, altro che progetto triennale mirato a costruire e gettare le basi per un ritorno in A della Salernitana? Un anno perso senza valorizzare calciatori per il prossimo futuro e senza lavorare alla creazione di una identità tattica precisa e al far nascere la giusta mentalità prima che i giusti automatismi sul rettangolo verde, confermerebbero ciò e il timore (crescente) che Iervolino voglia solo fare una gestione ordinaria di mantenimento della categoria in attesa di vendere il club alla prima offerta seria e reputata congrua. Il pratico e smaliziato Colantuono conosce bene la categoria e potrebbe essere l' uomo giusto per mettere in campo un undici accorto ed efficace grazie alla scelta dei migliori ed al metterli in campo nel ruolo a loro più congeniale, ma cosa c'entra con la programmazione, la pianificazione e la semina per un prossimo futuro vincente? Il buon vecchio Stefano ci auguriamo possa smentire noi e tutti coloro che oggi temono e pensano male, non tanto nel lavoro immediato dove riteniamo possa migliorare le cose, ma nel medio termine, laddove si spera non si riveli un novello Caronte fino a giugno per poi lasciare ad una eventuale nuova società il compito di rifondare e rilanciare il club di via Allende.
L' auspicio è che le cose vadano diversamente e che alla sua nomina si ricolleghi un operato di prospettiva e un consigliare i movimenti giusti a gennaio prima ed a luglio poi. Tutto questo ce lo auguriamo vivamente, ma al momento resta nitida la sensazione che sia un film già visto che non si vorrebbe proprio fosse riproposto e che fa propendere per il risparmio come primo comandamento dell'agire di Iervolino e della sua governance. Il copione prevederà ancora un mercato (invernale e forse pure estivo) senza investimenti e magari con un ulteriore alleggerimento del monte ingaggi (il quinto della B per eredità sgradite del passato)con altre cessioni, il tutto senza che un ds aziendalista ed un allenatore "uomo di società" battano ciglio? A Colantuono non è stato dato un ruolo operativo di direttore tecnico, come si diceva a giugno, per non bruciarlo legandolo ad un eventuale fallimento tecnico e per tenerlo in caldo come comodo sostituto low coast sulla panchina della Bersagliera? Speriamo di sbagliare ma intanto non è possibile non temerlo e non rivedere terrificanti fantasmi di recenti e troppo amari trascorsi.
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