Concedetemi di iniziare l’editoriale con un riferimento alle dimissioni dell’oramai ex presidente della FIGC Gabriele Gravina. A mai più rivederci, verrebbe da dire, visto che la sua disastrosa gestione ha comportato la terza eliminazione di fila dai mondiali per la nostra Nazionale (una macchia indelebile che fa capire quanto siano scarsi i nostri campionati) e la retrocessione della Salernitana. Quanto accaduto nei playoff con la Sampdoria retrocessa non verrà mai dimenticato e già all’epoca chi stravolse i regolamenti avrebbe dovuto fare un passo indietro, ancor di più dopo il pessimo arbitraggio di Doveri cui fece seguito la dura presa di posizione della curva che sancì l’interruzione di un match definito “farsa” anche da tifoserie storicamente rivali. A Salerno oggi siamo contenti, inutile nasconderlo. Che il sostituto possa restituire una immagine dignitosa al nostro calcio, quello che un tempo era lo sport più bello del mondo che ha perso credibilità.

Ciò detto e venendo ai fatti di casa nostra, è chiaro che la querelle societaria ci sta distraendo dagli aspetti meramente tecnici. Del resto una squadra che prende 5 gol a Potenza, con quel portiere tra i pali, una difesa colabrodo e un centrocampo scadente come quasi mai avevamo visto da queste parti, c’è poco da essere ottimisti: ai playoff, ad oggi, reciteremmo il ruolo di comparsa e Cosmi non ha dato nulla in più di Raffaele se non una schiettezza fuori dal comune nelle conferenze post partita. Cosa accadrà ora alla proprietà? Iervolino di restare non vuol saperne e, forse, inconsciamente chi ha scritto il comunicato oggi gli ha dato un ulteriore motivo per farsi da parte. Per la serie “mi state iniziando a rimpiangere, ben vi sta”. E se poi dovesse davvero restare con quale spirito si contesterebbe un eventuale e ulteriore fallimento sportivo? La verità è che non è l’addio di Iervolino – a questo punto inevitabile e, in parte, auspicabile – ad inquietare la piazza, quanto i nomi dei possibili successori.

Non vogliamo fare i conti nelle tasche di nessuno e riteniamo che gli imprenditori accostati alla Salernitana siano professionisti seri e che andrebbero giudicati per i fatti e non con preconcetti, ma Rufini non ha ancora fatto l’affondo decisivo e Lombardi, in passato, non ha avuto grosse manifestazioni d’amore da parte del popolo granata. Un popolo ferito e che, dopo mille promesse disattese, pretenderà da chiunque dovesse arrivare l’allestimento di una corazzata per pesare da subito capacità finanziarie e reali ambizioni. Magari licenziando chi ha affiancato Iervolino riempendolo di pessimi consigli. Immaginare che in C arrivi un altro degli uomini più ricchi d’Europa è utopistico, è una fortuna che difficilmente ci ricapiterà. Ma a che serve avere in sella un Paperon de Paperoni se non c’è entusiasmo e se, in un momento cruciale della stagione, basta un coro o uno striscione per spingere a farsi da parte dopo aver illuso decine di migliaia di persone nel gennaio del 2022? Forse effettivamente è meglio ripartire con un nuovo proprietario, con la speranza che Iervolino lasci nel modo migliore possibile. Non tanto anticipando milioni di euro (che sa quasi di beffa), ma individuando un sostituto degno delle aspettative del pubblico. E che si affidi a uomini di calcio dalle spalle larghe e non a ds sul viale del tramonto da tempo, allenatori con tanti esoneri nel curriculum o esperti di finanza che però non sanno nemmeno cosa sia il fuorigioco…

Sezione: Editoriale / Data: Ven 03 aprile 2026 alle 00:01
Autore: Maurizio Grillo
vedi letture
Maurizio Grillo
autore
Maurizio Grillo
Editorialista dal 2024