All’orizzonte c’è una sfida che pesa, e non poco. Il Benevento arriva all’Arechi con numeri che impongono rispetto: miglior attacco del campionato e squadra con il miglior rendimento esterno. Da ottobre a oggi, i giallorossi hanno perso soltanto tre volte lontano da casa - contro Catania, Cosenza e Monopoli - confermandosi una formazione solida, continua e soprattutto cinica in trasferta, capace di colpire con regolarità e di gestire i momenti della gara sfruttando al massimo le proprie qualità offensive.

Un attacco che impone massima attenzione, anche perché tra i protagonisti c’è Tumminello, nome che riporta indietro di qualche mese: in estate fu vicino alla Salernitana, prima che la società decidesse di non affondare il colpo per motivi economici, aggiungendo così un ulteriore motivo di interesse a una sfida già carica di significati.

Non solo, perché il Benevento potrebbe festeggiare proprio a Salerno la promozione matematica in Serie B: per farlo servirà una vittoria all’Arechi e un contemporaneo mancato successo del Catania, impegnato in casa contro il Picerno, uno scenario che renderebbe la gara ancora più delicata per i granata, chiamati non solo a fare risultato ma anche a evitare di trasformarsi nel palcoscenico della festa altrui. Anche i precedenti recenti non sorridono alla Salernitana: nel 2019 arrivò una doppia affermazione giallorossa, 0-1 con autorete del portiere Micai e 0-2 a settembre con le reti di Viola e Insigne davanti a oltre 21mila spettatori, mentre l’ultimo successo granata risale al 2016, a conferma di un trend che negli ultimi anni ha visto il Benevento spesso avere la meglio nei confronti diretti.

In questo contesto, diventa inevitabile spostare l’attenzione sul centrocampo, chiamato a un compito tutt’altro che semplice contro il miglior attacco del campionato, perché è proprio lì che si giocherà una fetta importante della partita tra equilibrio, coperture e capacità di reggere l’urto. Il primo innesto del mercato invernale è stato Giuseppe Carriero, arrivato a fine dicembre su esplicita richiesta dell’allenatore. Fin qui, però, non ha ancora inciso come ci si aspettava: il bilancio è piuttosto povero, con appena un assist - al Ferraris contro il Giugliano, peraltro di tacco - e una media voto insufficiente, numeri che fotografano un impatto lontano dalle attese.

Impiegato prevalentemente come mezzala nel 3-5-2, per caratteristiche può adattarsi anche al ruolo di mediano in un eventuale 4-4-2, ma non ha ancora trovato continuità né una collocazione definitiva all’interno del sistema di gioco, anche a causa di un infortunio muscolare che lo ha tenuto fuori per circa un mese, rallentandone l’inserimento e impedendogli di dare seguito alle prestazioni. Il contratto fino al 2027 con opzione rappresenta un investimento importante, ma non garantisce certezze: la conferma passerà inevitabilmente da questo finale di stagione, in cui sarà chiamato a dimostrare di poter essere una risorsa e non un’incognita.

Accanto a lui, anche gli altri uomini del reparto sono chiamati ad alzare il livello, perché fin qui il centrocampo non ha garantito né qualità in costruzione né sufficiente protezione alla difesa, finendo spesso per allungare la squadra e lasciare troppo campo agli avversari. Contro il Benevento servirà quindi un approccio diverso, più equilibrato e attento, perché ogni disattenzione rischia di essere punita da un attacco che ha dimostrato di saper colpire con continuità. Sarà necessaria una prestazione di sostanza, fatta di compattezza, letture e personalità, per tenere la partita in equilibrio e non concedere spazi.

Sezione: News / Data: Mer 01 aprile 2026 alle 19:30 / Fonte: La Città
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024