Da Dia a Coulibaly, passando per Maggiore e arrivando finanche ad Ernesto Torregrossa. Ultimamente starebbe iniziando a capitare spesso che calciatori che a Salerno hanno, per motivi tecnici o comportamentali, deluso e lasciato un pessimo ricordo finiscano per risorgere e riscoprire se stessi appena emigrati presso altri club. Storie diverse tra di loro ma comunque accomunate da una costante: alla prima dichiarazione pubblica rilasciata da codesti ex granata da tesserati del loro nuovo club di appartenenza finisce per emergere che essi siano tornati a sentirsi calciatori, abbiano riscoperto la gioia di giocare a calcio e siano tornati ad esprimersi ai loro vecchi livelli di rendimento. Indubbiamente il livello delle prestazioni dei suddetti professionisti è cresciuto ma diciamo ciò partendo dal presupposto che esiste anche un'altra incontestabile verità ed è la seguente: nessuno di codesti calciatori, qualunque cosa dichiarino e qualunque prodezza firmino altrove, sarà mai rimpianto e mai muterà il giudizio maturato su di loro dal punto di vista umano ancora prima che tecnico.
Ripercorriamo la storia, anzi la parabola salernitana dei nostri ex atleti sopra citati: Boulaye Dia. Il senegalese ha vissuto un primo anno straordinario da bomber, trascinatore della squadra ed idolo del popolo granata, per poi iniziare ad avvertire mal di pancia...offrire prestazioni negative e culminare nel famoso rifiuto di scendere in campo in quel di Udine, con in testa il solo pallino di andare in Premier League. Arriva la retrocessione e il giocatore dà l' addio ai granata dopo una doppietta tra i fischi e gli insulti con lo Spezia in Coppa Italia, per approdare alla Lazio di Lotito e partire alla grande in campionato e in Europa tra sorrisi e dichiarazioni d'amore al nuovo club.
Lassana Coulibaly. Due stagioni ottime da vero gladiatore per il maliano che padroneggia il centrocampo campano e si attira molte attenzioni in chiave mercato, un terzo anno altamente negativo condito con atteggiamenti indolenti ed irritanti e da solidarietà con Dia nel contenzioso tra quest'ultimo e la Salernitana. Per il maliano, dopo la retrocessione granata, giungerà il trasferimento al Lecce e la sua dichiarazione riguardo la famiglia che non stava più bene a Salerno e la sua non serenità conseguenziale. Coulibaly con i Salentini , pur senza giungere ai picchi del biennio salernitano, conquista il posto da titolare e colleziona con regolarità voti sopra la sufficienza.
Giulio Maggiore: due anni e mezzo assai deludenti a Salerno per un calciatore che aveva fatto benissimo a La Spezia e si era caratterizzato per il coniugare bene quantità, qualità e determinazione in campo. Tanti quattro in pagella finiscono per sbiadire i pochissimi acuti di Maggiore, tra cui ricordiamo il bel goal all' Arechi alla Juventus. A retrocessione sopraggiunta il mediano gioca spesso e male in cadetteria, non trovando mai la via del goal e incassando frequenti fischi e contestazioni. Nel calciomercato di gennaio Il buon Giulio, che storceva la bocca per la serie B, si dichiara felice di andare al Bari, in cadetteria, e marca subito due reti all'esordio con i biancorossi pugliesi.
Torregrossa: l' attaccante, dal passato importante ma reduce da una stagione flop a Pisa, sbarca alla Salernitana e offre prestazioni sconcertanti, apparendo un calciatore oramai sul viale del tramonto definitivo e fisicamente non più pronto ai ritmi del calcio cadetto. Tra infortuni, panchine e tribune arriva per Torregrossa il momento del passaggio alla Carrarese e anche qui subito il calciatore ritrova il sorriso, rinasce, segna dopo tempo immemore un bel goal di tacco e dice che alla Salernitana aveva perso voglia ed entusiasmo. Ci sarebbe anche un quinto elemento da citare, il rovinoso Lovato granata che, al Sassuolo capolista, ha segnato il suo primo goal da professionista e riscoperto la piena sufficienza in pagella. Cinque coincidenze sono forse troppe e il club di Iervolino dovrebbe farsi delle domande? Al momento nessuno di questi atleti manca alla piazza e le attenzioni di addetti ai lavori, società e tifoseria sono giustamente tutte per la rosa attuale che ha un obiettivo determinante da raggiungere e deve conquistare la salvezza, facendo risultato a partire dal match ad elevato tasso di difficoltà contro il Palermo.
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