Se la Salernitana ha raggiunto la salvezza con tre giornate d'anticipo, buona parte del merito è del tecnico Paulo Sousa. Subentrato a Nicola dopo la pericolosa sconfitta di Verona, il trainer portoghese ha ereditato una situazione particolarmente complessa. Squadra in caduta libera, vantaggio minimo sulla zona retrocessione, tifoseria delusa, gruppo spaccato e senza identità tecnico-tattica, statistiche che parlavano di una sola vittoria in dieci giornate e di una difesa che subiva mediamente 2,5 gol a partita. "La difficoltà sarà quella di trasmettere le mie idee ai calciatori e di fargliele assimilare nel più breve tempo possibile...sapendo che tempo non ne abbiamo. Il mio modo di fare calcio è totalmente differente da quello del mio predecessore, intendo sfruttare al massimo il grande potenziale offensivo a disposizione e arrivare alla salvezza con un sistema di gioco propositivo e non speculativo. Voglio una Salernitana coraggiosa, che provi a farsi rispettare in casa e fuori senza paura e con organizzazione in entrambe le fasi" disse nel giorno della sua presentazione prima di inanellare l'impressionante serie di 12 risultati positivi su 14 e di portare la Salernitana da +3 a +9 dalla zona retrocessione. E il suo futuro? La salvezza ha fatto scattare il rinnovo biennale automatico, con clausole chiare: dalla seconda stagione in poi, infatti, potrà "liberarsi" in caso di chiamata di club in lotta per l'Europa e...disposti a sborsare una somma importante. Si parla di un milione di euro, ma i dettagli potrebbero essere svelati al momento della firma.
Paulo Sousa a Salerno sta benissimo, ha instaurato un rapporto eccezionale con la squadra, con i tifosi (ieri è stato docente presso un liceo scientifico cittadino, erano in centinaia ad accoglierlo a suon di cori da stadio), con il presidente, con l'amministratore delegato Maurizio Milan e, soprattutto, con il direttore sportivo De Sanctis. Quello che aveva proposto il cambio di allenatore già all'indomani del pesante ko di Reggio Emilia a inizio girone d'andata e prima della lunga sosta per i mondiali. Oggi ci sarà la conferenza stampa presso il centro sportivo Mary Rosy e chissà che non possano esserci sorprese. Il pubblico di fede granata è convinto che con l'ex tecnico della Fiorentina si possa aprire un ciclo vincente, il mister è della stessa idea ma chiederà a Iervolino di "sacrificare" il minor numero di big possibile per dare continuità all'ottimo lavoro svolto. Solo in caso di rivoluzioni e organico depotenziato ci potrebbe essere un clamoroso passo all'indietro. Ad oggi, però, la sensazione è che proprietà, dirigenza e area tecnica parlino la stessa lingua e vogliano costruire una Salernitana da zona sinistra della classifica.
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