SALERNITANA: tagli da 700mila euro e bonus in dubbio

09.04.2020 19:30 di TS Redazione   Vedi letture
Fonte: il Mattino
© foto di Carlo Giacomazza/TuttoSalernitana.com
SALERNITANA: tagli da 700mila euro e bonus in dubbio

Commercialisti e medici al lavoro: l'azienda calcio non coltiva solo la speranza ma sente anche odore di ripresa. È tutto collegato: salute dei dipendenti, stipendi, Fairplay finanziario. La Lega chiede alla Figc (Gravina domani a colloquio con il ministro dello Sport, Spadafora) di rivedere il rapporto ricavi/indebitamento perché sforare lo 0,15 significa non iscriversi al campionato. Al tempo dell'emergenza sanitaria, però, la deroga è necessaria, perché il coronavirus non ha solo riempito gli ospedali di ammalati ma ha anche sgonfiato il portafoglio degli sponsor e dei presidenti.

La Serie B riunita in assemblea aveva immaginato il taglio generalizzato agli stipendi dei giocatori, fino al 70%. Non era una strada percorribile: nella Salernitana, ad esempio, lo stipendio di Cerci e quello di Lazzari non sono sullo stesso piano. La soluzione che ha messo tutti i club d'accordo (ma non l'Aic, che alza barricate) è la seguente: niente stipendio di marzo e aprile. Il seguito dipenderà dall'evoluzione della crisi: «rubinetti chiusi» se non si giocherà più, singole trattative club-atleti per le trattenute sulle buste paga, da maggio in poi. Si dà facoltà alle società di rinegoziare anche i contratti attivi nelle prossime stagioni e il calciomercato potrebbe riservare tante sorprese. La Salernitana spende 8,5 milioni di euro per gli stipendi dei calciatori ed è al sesto posto nella classifica dei compensi. I contratti durano dall'1 luglio al 30 giugno, la torta ingaggi va frazionata in dodici porzioni e quindi il risultato è una sforbiciata di 708mila euro a marzo. Si va al raddoppio, circa 1,5 milioni, se si considera il risparmio di aprile. Prima di dedicarsi alla beneficenza (tante donazioni per Salerno, maglia di Capezzi all'asta per l'ospedale di Crotone), i calciatori granata erano scesi in campo l'ultima volta il 7 marzo allo stadio Curi di Perugia: se c'è stata partita, c'è stata anche la prestazione lavorativa e quindi una piccola parte di stipendio va comunque accordata. Pagati gennaio e febbraio entro il 16 marzo, la prossima scadenza sarà il 22 giugno, quella delle licenze nazionali. Entro questa data dovrà esserci il saldo di marzo, aprile e maggio.

Saranno buste paga più leggere ma c'è ancora tanta incertezza, pure su bonus e premi che potrebbero non maturare più. Esempio limite in granata: vacilla il premio gol che Djuric (9 gol) intasca, da contratto, alla decima marcatura. Dubbi anche sui premi legati a presenze, agli obiettivi salvezza e promozione che di solito vengono accumulati e poi inseriti in busta paga a giugno. La cassa integrazione è applicabile in Serie C, non altrove. Infatti ieri Lega Serie C, Assocalciatori e Associazione Allenatori hanno informato in una nota congiunta che «è stato trovato l'accordo per tutelare i tesserati che percepiscono meno di 50mila euro» e hanno chiesto al Governo di «utilizzare ammortizzatori sociali più strumenti ad hoc per sopperire alla carenza di liquidità dei club». È molto difficile che accada in B e la Salernitana non fa eccezione: non ci sono contratti al di sotto dei 50mila euro lordi, fatta eccezione per il portiere Lazzari e a inizio stagione per Morrone. L'Aic promette battaglia: «Una provocazione, si punta solo a scaricare sui calciatori tutti i danni del sistema - ha detto Calcagno, il vice presidente -  Senza dialogo, non escludo cause».
GLI ALLENAMENTI
Un altro tema caldo è la ripresa degli allenamenti. Il prossimo Dpcm potrebbe concedere parziale apertura all'attività sportiva dal 4 maggio, nel rispetto delle condizioni di sicurezza e previa nuova idoneità sportiva. Ci sono 10 partite da giocare in B, più 5 di playoff, nel caso della Salernitana. Ascoli-Cremonese da recuperare. «Il mondo del calcio deve farsi trovare pronto», ha detto il presidente della Federcalcio, Gravina, a margine della riunione della Commissione medica federale convocata per l'analisi e la definizione di un protocollo di garanzia da attuare alla ripresa dell'attività sportiva. La bozza presentata in Commissione indica come formare il «gruppo squadra», come seguire clinicamente calciatori, allenatori, medici, fisioterapisti, magazzinieri e quali esami diagnostici effettuare. Protocolli specifici per contagiati e guariti. Le indicazioni si estendono al «gruppo arbitri». Nella prima fase, la squadra deve disporre di un centro sportivo sanificato.