TIFOSI: i tempi che cambiano e un distacco che parte dal 2017. Ma ogni 19 giugno...

29.10.2020 19:00 di Gaetano Ferraiuolo   Vedi letture
TIFOSI: i tempi che cambiano e un distacco che parte dal 2017. Ma ogni 19 giugno...
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© foto di Nicola Ianuale/TUTTOmercatoWEB.com

Chi pensa che l'allontanamento della tifoseria abbia radici recenti e scaturisca dalla sconfitta contro lo Spezia o dal famoso discorso sulla multiproprietà è completamente fuori strada. Leggendo i numeri al botteghino, possiamo notare che già dalla terza stagione di B targata Lotito-Mezzaroma ci sia stato un calo di presenze clamoroso per una piazza come Salerno. Sfatiamo subito il falso mito dei 20mila: altri tempi, altra mentalità e zero social. Oggi ci sono tante chiacchiere, ma lo zoccolo duro è ben individuabile e certo non trascorre le giornate sulle pagine facebook. Nel primo campionato cadetto, però, la tifoseria salernitana rispose in modo straordinari pur a cospetto di una squadra che certo non brillava e che, senza i problemi del Lanciano, rischiava seriamente di retrocedere. In 23mila bagnarono l'esordio con l'Avellino, 15-20mila persone invece per le gare contro Como, Modena e Vicenza senza dimenticare i 26mila paganti per la gara col Lanciano giocata dopo il 4-1 dell'andata. La stagione successiva si partì col botto: 20mila cuori granata per fermare la corazzata Verona. 10-12mila persone in media garantirono sostegno, punti e vicinanza, ben 15mila in occasione dei derby con Benevento e Avellino.

Da lì in poi un brusco calo, al punto che solo l'anno scorso col Benevento fu sfiorata quota 20mila. Per il resto diserzioni, curva vuota, una media spettatori quasi inferiore a quella della Lega Pro, un Salernitana-Frosinone valido per il primo posto con appena 5mila paganti e uno zoccolo duro che si è ridotto ai minimi termini come mai era accaduto nella storia. Nemmeno nel trentennio anonimo del Vestuti. Quanto accaduto il 19 giugno 2019, con 30mila persone in strada, cortei, convegni, manifestazioni, una città e una provincia interamente bardate di granata e la festa finale con le vecchie glorie conferma che la passione è sempre la stessa. Il problema è che la Salernitana, come realtà, continua a far battere il cuore ma la stragrande maggioranza della gente non si rispecchia in questa gestione societaria ritenuta fredda e scarsamente identitaria per il noto discorso della doppia proprietà. Siamo certi che, con le porte aperte, per Salernitana-Spezia difficilmente si sarebbe toccata la fatidica soglia dei 10mila. Un campanello d'allarme soprattutto in virtù delle nuove generazioni che, tra diserzioni, contestazioni e discussioni, rischiano di legarsi alle big della A e non al cavalluccio marino. Occorrerebbe un passo indietr a 360° ma soprattutto una riflessione intelligente.