Se la Salernitana è riuscita a chiudere al terzo posto lo deve anche alla spinta di una tifoseria che, nel momento decisivo, ha saputo accantonare ogni forma di protesta o malumore anteponendo il bene della squadra del cuore a qualsivoglia presa di posizione assolutamente legittima dopo un triennio che sarebbe eufemistico definire disastroso.

Non è da tutti, nel corso di una trattativa per la cessione della società, fare un passo indietro e tendere la mano al patron teoricamente uscente per provare a ricucire lo strappo e a ripartire con presupposti completamente diversi. Del resto è noto che il popolo del cavalluccio abbia spesso saputo leggere i momenti della stagione alternando bastone e carota all'occorrenza. Anche i numeri premiano la torcida granata. Trovatela una piazza che, passata repentinamente dalla A alla C e da San Siro a Cava dei Tirreni, garantisce per tutto il girone d'andata una media di 13mila spettatori per le gare interne, con annessa super scenografia nel derby con la Casertana.

Anche in trasferta, al netto di chiusure, limitazioni e restrizioni, i tifosi hanno confermato di essere nettamente di categoria superiore. Fatta eccezione per il match di Trapani, tutte le gare in campo esterno a porte aperte hanno fatto registrare un sold out nel settore ospiti. E' accaduto rispettivamente con Benevento, Altamura, Picerno, Siracusa, Cerignola e Crotone, senza dimenticare i 2500 di Latina che trasformarono il Francioni in una succursale dell'Arechi. Ed è proprio al dodicesimo uomo che Cosmi e i calciatori si aggrappano per tentare l'impresa playoff. Chissà che nei prossimi giorni non si possa prevedere un allenamento a porte aperte per rinsaldare il legame tra questo gruppo e la gente di Salerno. Ora più che mai ciascun tifoso deve sentirsi protagonista, e non semplice spettatore, di ciò che accadrà dal 10 maggio in poi.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 28 aprile 2026 alle 14:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024