Tre punti da portare su all'Arechi come souvenir. Noi, tifosi granata, abituati ormai a soffrire più di un turista con le ciabatte nuove sulla costiera, stavolta abbiamo la faccia di chi ha trovato il parcheggio gratis in piazza della Concordia di sabato mattina. Pronti all’analisi della partita e al sarcasmo terapeutico? Via.
LA DIFESA
DONNARUMMA 6
Quarantasei minuti a godersi il panorama del Pino Zaccheria vuoto come il conto corrente granata in estate, poi la palla gli finisce in rete lo stesso. Sul gol del tacco di De Boer fa la stessa figura di chi, al ristorante, guarda il menù per venti minuti e poi arriva il cameriere e gli dice che quella portata è finita. Non è colpa sua, diciamo pure che poteva leggere meglio la situazione. Nella ripresa si sveglia come chi sente l'allarme del vicino e non il proprio, ma almeno sulla botta di Nocerino si distende e salva la decenza.
GOLEMIC 7
Un muro. Una diga. Un buttafuori del Vinile che non fa passare nemmeno la brezza marina. Si becca un giallo esagerato come quando chiedi al vigile urbano di Salerno una spiegazione sul senso vietato e lui ti multa pure per la risposta, ma non perde la bussola neanche un secondo. Nel secondo tempo il Foggia disperato sfonda da tutte le parti come i turisti d'agosto sul lungomare Trieste, lui chiude tutto con la calma di un pescatore di Cetara alle sei di mattina. Leader. Capitano silenzioso. Quello che tiene in piedi la baracca quando gli altri prendono l'acqua.
ARENA 5,5
Prima del fischio d'inizio sembrava pronto come uno che ha fatto la settimana enigmistica intera prima dell'esame. Poi Liguori, un attaccante che in condizioni normali farebbe panchina a Baronissi, lo buca in girata come se Arena stesse guardando il tramonto sul porto. Quel mezzo gol sfiorato è lì a ricordarci che la serenità in difesa, da queste parti, è ancora un lusso che ci possiamo permettere solo ogni tanto, come il caffè col latte al bar del centro invece di quello del distributore.
ANASTASIO 6
Parte con la grinta di uno che ha letto tre motivazionali su Instagram prima di scendere in campo. Fa il suo: chiude, riparte, si immola. Poi sbraccia sull'ex compagno Liguori e si prende il giallo con la stessa espressione di chi scopre che il parchimetro era rotto ma la multa gliel'hanno messa lo stesso. Non una sua grande serata, ma almeno non ha fatto danni evidenti. E in Serie C, certe volte, non fare danni è già pagella sufficiente.
CABIANCA 6
Prima mezz'ora da mezzala aggiunta, corre su e giù come il mare sotto il vento di scirocco. Poi cala come le aspettative dei playoff quando mancano tre partite alla fine e stai guardando la classifica. Nella ripresa gli avversari lo sfondano con la stessa facilità con cui un turista trova un parcheggio sulla Costiera ad agosto: non ci riesce, ma ci prova con insistenza. Cosmi lo salva prima che la situazione diventasse imbarazzante come un karaoke a Capodanno con un parente stonato.
Dal campo: QUIRINI 7
Entra e fa quello che nessuno si aspettava, un po' come quando vai a una sagra di paese sperando nella porchetta e trovi invece uno chef stellato che ti prepara un carpaccio di tonno con sesamo e zenzero. Gol all'angolino da calcio piazzato con la freddezza di chi ordina il caffè macchiato anche con trenta gradi e poi lo beve senza fare una piega. Bravo, Quirì, ti sei guadagnato la pizza coi tifosi.
IL CENTROCAMPO
TASCONE 6
Tornato ai giorni migliori come quel vicino di casa di via Roma che per due anni non salutava e ora ti porta pure i casatielli a Pasqua. Si fa rispettare in interdizione, sfiora il gol del tre a zero con un tiro che sembrava destinato ad entrare come i contribuenti all'Agenzia delle Entrate: ci provi ma la porta è sempre chiusa. Nella ripresa soffre l'intensità foggiana, ma chi non l'avrebbe fatto.
DE BOER 7,5
Ha deciso che oggi era la giornata giusta per fare il De Boer vero, quello che i tifosi dell'Arechi immaginavano quando l'hanno visto arrivare con quel nome da protagonista di un film d'azione olandese. L'inserimento sul gol è cronometrato come la tabella oraria dei bus di Salerno, cioè perfetto sulla carta e miracoloso nella realtà. Il lob su Perucchini ha la traiettoria del caffè versato: sembra un errore e invece è un capolavoro. Poi corre, aggredisce, si applica in entrambe le fasi con la serietà di uno studente universitario fuorisede che ha scoperto che l'esame è domani. Bravo ragazzo. Vai avanti.
Dal campo: CARRIERO s.v.
Entra quando la partita era già più chiusa di una bottega del centro storico di Salerno di lunedì. Qualche pallone perso, nessuna giocata significativa. Non pervenuto, come il segnale WiFi al Arechi nei momenti decisivi.
LONGOBARDI 6,5
Schierato a sinistra per la seconda settimana di fila e sembra pure che gli piaccia, un po' come quando provi il percorso alternativo e scopri che ci si mette pure di meno. L'assist per Ferrari è un passaggio pulito come l'acqua del Fusandola nei sogni dei salernitani. L'autorete nel recupero del primo tempo è invece quella cosa che succede quando stai cercando di fare bella figura a cena con i suoceri e rovesci il vino sul vestito della signora. Il pallone gli schizzava davanti, non è colpa sua, ma il tempismo era da dimenticare. Nel finale: presente.
L'ATTACCO
FERRARIS 7
Apre le danze come il DJ di una festa di laurea in zona Pastena: nessuno se lo aspettava così in forma, ma alla terza canzone stava già ballando tutto il palazzo. L'assist per De Boer ha la qualità di un babà di Pantaleone: preciso, calibrato, difficile da dimenticare. Sull'azione del raddoppio lo atterrano come se stessero giocando a rugby, c'era rigore netto quanto la puzza del lungomare a luglio, ma l'arbitro decide di soprassedere e Ferrari ci ringrazia portandola dentro lo stesso. Cala nella ripresa come il termometro a gennaio sul Picentino: tutto normale, siamo a fine stagione.
FERRARI 7,5
Finalmente. Come quando aspetti l'autobus per quarantacinque minuti sotto la pioggia in via Irno e poi ne arrivano due insieme, lui decide di uscire dal bunker e fare la differenza. Avvia, combatte, sprinta, accompagna l'azione, conclude. Un secondo tempo da prima punta vera, anche se isolato più di un anziano con lo smartphone nuovo. Se Ferrari resta così anche ai playoff, non è utopia sognare la B. Lo diciamo con la stessa certezza con cui un napoletano a Salerno ordina il ragù e chiede se è fatto come si deve.
Dal campo: INGLESE s.v.
Rientra sul rettangolo verde come Lazzaro dal sepolcro, tra la commozione generale. Due tocchi, uno sguardo soddisfatto, nessun gol ma tanta speranza per i playoff. Bentornato Roberto, ti aspettavamo come il sole dopo il terzo giorno di maltempo sulla costiera.
LESCANO 5
Dicono che la sua presenza spaventa le difese avversarie. Quella del Foggia, però, stava tremando già per conto suo senza bisogno di aiuto esterno. Lescano nel primo tempo è più invisibile di un parcheggio libero a Salerno il sabato sera: sai che esiste da qualche parte, ma non riesci a trovarlo. Cosmi decide di lasciarlo negli spogliatoi all'intervallo, un po' come quando esci dal cinema prima della fine perché la trama l'hai già capita. Siamo al rush finale, ci serve il bomber. Facundo, o sali sul treno adesso o rimani a aspettarlo sotto la pioggia.
Dal campo: ACHIK 5,5
L'uomo dei finali di partita trasformato stavolta in problema dei finali di partita. Entra con tutta la leziosità di chi ha guardato troppo YouTube la mattina prima della gara e vuole fare le mosse di Neymar sulle fasce del Pino Zaccheria. Perde palloni con la generosità di chi distribuisce volantini fuori dal McDonald's di Mercatello: uno a ognuno, senza risparmio. Cos'è successo al Achik che spacca le partite dalla panchina?
PANCHINA
COSMI 7
Sei vittorie da quando ha messo piede a Salerno: uno score che nemmeno il postino di Portanova quando non trova nessuno in casa e lascia il bigliettino. Fosse stato scelto ad inizio campionato al posto di Raffele oggi a Benevento non si festeggerebbe. La mossa Quirini al posto di un Cabianca in difficoltà è quella roba che distingue chi sa leggere il gioco da chi legge solo i risultati. Il primo tempo è quasi perfetto, il secondo è gestito con la stessa tranquillità di un salernitano che attraversa il traffico del lungomare in bici durante il week-end: rischio calcolato, risultato ottenuto. Serse, Salerno ti aspetta ai playoff. Non deluderci.
Forza Salernitana. Ai playoff ci andiamo a prendere quello che ci spetta.
LA BERSAGLIERA NON MOLLA
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