Che la Salernitana abbia una tifoseria di altissimo livello, in grado di fare la differenza e che è legata visceralmente ai colori granata è fuori discussione. E solo a Salerno si poteva pensare di proporre una scenografia maestosa in concomitanza con una gara purtroppo inutile ai fini della classifica, uno spettacolo che i calciatori certo non avrebbero meritato. E se poi vengono incentivati e coinvolti i bambini, tutto assume un significato magico.

Nell'aria si respirava un clima speciale. C'era grande emozione per l'ennesimo capolavoro targato Gigi Pacifico, c'era tanta tristezza per l'addio alla serie A dopo tre anni comunque intensissimi, c'era rabbia per le tante promesse non mantenute da una società gravemente assente. Nell'arco dei 90 minuti, però, si è cantato e si è tifato come forse mai era accaduto nel corso della stagione. "Che importa se..." e via con tanti pezzi tipici del repertorio, senza dimenticare gli sfottò ai rivali di sempre del Verona.

Gli unici cori di dissenso sono stati nei confronti dei calciatori, additati come "mercenari" e invitati ad andare "via da Salerno", con tanto di rifiuto del confronto con Candreva e richiesta di posare le maglie sul campo "perchè non siete degni di rappresentarla". Sui social, però, qualcuno ritiene che la mancata contestazione - civile, si intende - nei confronti della proprietà abbia reso quello spettacolo un po' meno efficace.

Ricordate quanto accadde in Salernitana-Lanciano, gara playout che chiuse una stagione obiettivamente al di sotto delle aspettative? 26mila spettatori pur con un traguardo ormai in tasca, bello spettacolo in curva, tifo alle stelle e tutti via, intonando cori contro Lotito, a risultato acquisito. E parliamo di una società contestata un giorno sì e l'altro pure pur avendo vinto tutto. Stesso discorso per tanti presidenti che hanno guidato il club in passato.

"Non si può passare da un eccesso all'altro" e "Vogliamo dimostrare di essere a prescindere i più belli e i più bravi o vogliamo far sentire forte la voce rispetto a una gestione societaria del genere?" due dei commenti tratti dai social. C'è anche chi ritiene che, nei confronti di Iervolino, l'indifferenza sia più efficace rispetto a una protesta. "Fossimo stati ai tempi del Vestuti..." è altro slogan assai gettonato. Resta la prova super della curva, degli ultras, di 16mila cuori granata per i quali la A è solo una lettera dell'alfabeto. A loro bisogna dire solo "quando, non dove". Siete d'accordo, però, sulla mancata presa di posizione pubblica nei confronti della dirigenza?

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 21 maggio 2024 alle 20:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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