Sulla carta può sembrare una partita abbordabile, ma è proprio questo il primo errore da evitare. La trasferta contro il Foggia nasconde più insidie di quanto dica la classifica e la Salernitana dovrà affrontarla con il massimo della concentrazione. Il primo pericolo quindi  è mentale, la squadra pugliese non ha alternative, deve vincere e sperare.

Questo tipo di situazione spesso libera energie imprevedibili, trasformando una squadra in difficoltà in un avversario pericoloso, soprattutto nei primi minuti. L’approccio sarà presumibilmente aggressivo, fatto di pressione alta e ritmo intenso per provare a indirizzare subito la gara e mettere 'pressione' al Giugliano impegnato a Caserta. Poi c’è l’incognita legata al cambio in panchina. L’arrivo di Enrico Barilari al posto di Michele Pazienza può portare quella scossa emotiva che spesso cambia volto a una squadra almeno nell’immediato. Nuove motivazioni, nuove gerarchie, più voglia di mettersi in mostra, anche in vista della prossima stagione per dei calciatori che sperano comunque ci mantenere la categoria.

Attenzione anche agli spazi. Il Foggia, costretto ad attaccare, potrebbe sbilanciarsi, ma allo stesso tempo creare situazioni caotiche e difficili da leggere. Servirà quindi ordine, soprattutto nelle transizioni difensive, per non concedere occasioni evitabili. Infine, il peso della partita, è l'ultima giornata, novanta minuti che valgono una stagione e la tensione può giocare brutti scherzi. Chi saprà gestirla meglio avrà un vantaggio decisivo. Per la Salernitana, quindi, la parola chiave è una sola, avere lucidità, perché le vere trappole spesso sono ben nascoste

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 25 aprile 2026 alle 15:00
Autore: Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023