Dopo il tracollo contro il Potenza, sotto osservazione finisce anche il centrocampo della Salernitana. Un reparto che garantisce corsa e copertura, ma che continua a mostrare limiti evidenti nella costruzione e nell’imprevedibilità. Tra i più criticati c’è Capomaggio, protagonista dell'ennesima prova opaca, fatta di errori e poche giocate incisive.

Ma il discorso è più ampio. Tascone, Gyabuaa e Carriero rappresentano profili affidabili sotto il profilo dell’equilibrio e dell’intensità, ma nessuno di loro sembra in grado di accendere la manovra o cambiare ritmo alla partita col pallone tra i piedi. Il risultato è una squadra che fatica a creare occasioni pulite e a innescare a dovere gli attaccanti, affidandosi spesso a episodi o giocate individuali.

Manca un vero regista capace di dettare i tempi e una mezzala con qualità negli ultimi trenta metri. In un finale di stagione così delicato, questo limite rischia di pesare perché contro squadre chiuse o organizzate serve qualcosa in più della semplice solidità, serve qualità, inventiva, capacità di rompere gli equilibri e al momento, è proprio ciò che manca di più.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 31 marzo 2026 alle 15:00
Autore: Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023