La nuova stagione, anche proprio burocraticamente, ha preso ormai il via da due settimane, ma di grossi temi da affrontare non ce ne sono, inutile girarci intorno. Un bene o un male? Niente di tutto ciò, è una situazione che può essere normale in questo momento dell'anno, dove per altro il mercato non è ancora decollato, cosa che accade quasi sempre, figurarsi adesso con un Mondiale ancora in corso. Certo, il Mondiale non tocca direttamente il mercato di Serie C, ma tocca quello di A, e di conseguenza tutto il resto. Prestiti, giovani valorizzati, arrivano tutti dalla massima serie, ma se li non si hanno urgenze gli altri devono aspettare. Si potrebbe disquisire sul fatto che andrebbero potenziati anche i propri settori giovanili, ma questo è un altro discorso, ne parleremo un'altra volta.

Concentriamoci adesso semmai sul ritiro, altra variabile da considerare. Siamo però solo all'inizio, le valutazioni definitive sono a oggi premature, ma l'approccio dei vari singoli sarà sicuramente determinante: chi ben comincia è a metà dell'opera non è un concetto esatto, ma di sicuro partire in un ambiente sano e motivato può essere uno stimolo in più, verso una stagione in cui deve necessariamente esserci una rinascita. Quello che è stato, ormai è stato, azzerare e ripartire. Budget ridotto e riduzione del monte ingaggi? Non credo siano questi problemi, Padova e Vicenza - per citarne due - hanno vinto i campionati negli anni in cui hanno speso meno, il Catania da anni spende e non arriva alla meta.

Intanto, io mi riprometto di non farmi ingannare da - magari - un ottimo mercato, un eccellente avvio, entusiasmo più o meno giustificato. Cercherò di essere più cauta su ogni giudizio, sino al termine della stagione. Tanto è questo quello che conta, il finale. La storia, spesso, non ricorda il come, ricorda solo il vincitore.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 15 luglio 2026 alle 00:00
Autore: Redazione TS
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