Che Angelo Fabiani sia stato tra gli artefici della salvezza miracolosa della stagione 2021-22 è fuori discussione, solo chi è in cattiva fede o parla senza conoscere i fatti può disconoscere i meriti di chi, oggi, sta facendo grandi cose da direttore generale della Lazio.
I fatti dell'epoca forse sono stati raccontati troppo sotto voce, evidentemente tanti personaggi del mondo della comunicazione locale hanno preferito cavalcare l'onda del malcontento generale piuttosto che mettere la gente dinanzi alla realtà. Del resto, ancora oggi, c'è chi crede alle teorie del galleggiamento volontario o popola le pagine facebook dei radiati dall'albo che hanno inventato bufale a ripetizione giustificando i vari licenziamenti accumulati nel tempo.
Ma questo è un altro discorso. Ci sono tifosi (?) talmente accecati da un odio incomprensibile che elencare i meriti del ds in quel periodo sarebbe lottare contro i mulini al vento: campionato in B stravinto (con gestione perfetta del protocollo anti-covid e una rosa competitiva), ruolo decisivo nell'accettazione del secondo trust, acquisti importanti al netto di un budget ridotto all'osso e con la spada di Damocle del 31-12, lavoro dietro le quinte per spingere qualche imprenditore a rilevare il club.
Non solo. Perchè quella Salernitana, battuta 4-0 in casa dall'Udinese e fermata sull'1-1 da un Empoli senza obiettivi e con uno Castellani quasi tutto granata, si salvò solo perchè ebbe due gare da giocare in più rispetto alla concorrenza. Con l'Udinese, appunto, e col Venezia. A raccontare come andarono le cose è stato, ai microfoni di TuttoSalernitana, l'avvocato Eduardo Chiacchio:
"Il 21 dicembre preparammo tutta la documentazione relativa alla partita contro l'Udinese, non avemmo l'ok per partire e ci fu un lavoro encomiabile da parte della dirigenza granata. Ricordo ancora con un certo trasporto emotivo l'incontro con Fabiani nel mio studio il giorno della vigilia di Natale. Riuscimmo, basandosi su dati oggettivi, a non giocare col Venezia e preparammo ricorsi vinti in modo netto.
Soprattutto nel secondo caso fu una battaglia ricca di ostacoli. Ancora oggi mi riconoscono meriti rispetto a quella che viene ricordata come l'impresa sportiva più bella di sempre. Quella col Venezia fu una vittoria da 8 punti: 3 quelli conquistati da noi, 3 tolti a loro, il punto in classifica restituito e il punto di vantaggio per gli scontri diretti a favore. E Fabiani lavorò tanto per dare una mano alla Salernitana".
Chiacchio ricorda perfettamente tutto quello che accadde a suo tempo: "Effettivamente i tifosi hanno vissuto una vigilia di Capodanno al cardiopalma, c'era il rischio di essere esclusi dal campionato in virtù di una normativa chiara. Certamente dispiace vedere oggi la Salernitana in serie B dopo tutti i sacrifici che in tanti hanno fatto per godersi la ritrovata serie A, auguro il meglio alla squadra granata e ringrazio quei tifosi che non perdono occasione per esprimermi gratitudine".
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