La Salernitana butta via una grande chance nel finale, vedendosi sfuggire una vittoria che sembrava ormai a un passo e che avrebbe potuto indirizzare il doppio confronto. Stavolta il recupero, spesso alleato dei granata nel corso della stagione, si trasforma in una condanna e il gol incassato al 91’ lascia inevitabilmente amarezza in un Arechi gremito da oltre 26mila spettatori. Eppure, guardando la partita nel complesso, il pareggio appare il risultato più giusto e non compromette affatto il cammino della squadra di Cosmi verso la qualificazione. I numeri, infatti, continuano a sorridere ai campani che lontano da casa hanno costruito gran parte delle proprie fortune stagionali.

Dodici vittorie esterne rappresentano un dato pesante e confermano come la Salernitana riesca spesso a esprimersi meglio in trasferta, sfruttando spazi e ripartenze. A preoccupare maggiormente sono invece le condizioni di alcuni singoli che sembrano accusare stanchezza fisica e mentale dopo settimane affrontate sempre con gli stessi interpreti. Cabianca, sulla corsia destra, ha sofferto parecchio nell’uno contro uno concedendo troppo agli avversari, mentre Lescano ha vissuto una serata da dimenticare fallendo clamorosamente un gol a porta vuota prima della sostituzione all’intervallo. Achik ha garantito vivacità e strappi interessanti entrando dalla panchina, ma ha anche sprecato diverse ripartenze che potevano essere gestite meglio.

Sul gol del pareggio, inoltre, sia Anastasio sia Villa potevano opporsi con maggiore decisione, mentre Longobardi, fino a quel momento tra i migliori, ha lasciato troppo spazio all’uomo sul cross decisivo. Non mancano comunque le note positive. Golemic continua infatti nella sua crescita costante e da qualche settimana sembra finalmente tornato il difensore duro e affidabile ammirato ai tempi di Vicenza e Crotone. Sicuro negli interventi, aggressivo e autorevole nella guida del reparto, il serbo sta diventando uno dei punti fermi della retroguardia. Bene anche De Boer, arrivato al terzo gol stagionale dopo quelli contro AtalantaU23 e Foggia. L’olandese conferma di rendere al massimo in un centrocampo a due, dove può abbinare qualità e inserimenti senza snaturarsi.

Al suo fianco Tascone garantisce equilibrio e interdizione, mentre la coesistenza con un regista puro come Capomaggio sembra limitarne caratteristiche e libertà di movimento. In vista della trasferta di Brescia, dunque, la Salernitana è pronta a cambiare qualcosa dopo cinque partite giocate praticamente con lo stesso undici. Berra insidia Matino, ancora diffidato, mentre Longobardi e Quirini scalpitano per una maglia sulle corsie laterali. In avanti non è escluso il passaggio al 3-4-2-1 con Achik e Ferraris alle spalle di Lescano. Ferrari appare infatti stanco e bisognoso di rifiatare dopo settimane dispendiose. A centrocampo, invece, continuano a non convincere le prestazioni di Carriero mentre Gyabuaa sembra ormai scivolato indietro nelle gerarchie.

Per questo si va verso la conferma della coppia De Boer-Tascone, ad oggi quella che offre maggiori garanzie sul piano dell’equilibrio e dell’intensità. Infine il capitolo tifosi. Nonostante un Arechimeo caldo del solito, il pubblico granata ha risposto ancora una volta presente facendo registrare uno dei dati più alti degli ultimi quindici anni. Sono circa 70mila i paganti complessivi nelle tre gare interne dei playoff, numeri che confermano il legame indissolubile tra squadra e città. A Brescia, salvo restrizioni, ci sarà l’ennesimo esodo con almeno mille salernitani nel settore ospiti e una nutrita rappresentanza dei club del Nord e del Centro Italia pronta a sostenere la squadra in una sfida che resta apertissima.

Sezione: News / Data: Mar 26 maggio 2026 alle 15:30 / Fonte: la Città
Gaetano Ferraiuolo
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Gaetano Ferraiuolo
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