Abbiamo parlato ampiamente della gara di ieri. Nota a margine, però, è doverosa sui tifosi. Ieri l’Arechi era stracolmo, con oltre 26mila spettatori e due settori su tre sold out dopo 24 ore di prevendita. Sul piano del trasporto emotivo non è stato il solito stadio modalità dodicesimo uomo, come se la tensione per la partita e le manifestazioni d’amore delle scorse settimane avessero un po’ fatto perdere elettricità all’ambiente. Ma i numeri restano da capogiro. 20mila spettatori con la Casertana, 22mila con il Ravenna (con annessa scenografia che ha fatto il giro del mondo), 26mila ieri.

600 al Benelli di Ravenna, 2200 per un allenamento a porte aperte. Bandiere granata sui balconi, maxi schermi in provincia, centinaia di bambini sugli spalti, attività commerciali chiuse la sera per permettere a tutti di andare allo stadio e comunicati a iosa utili a caricare ulteriormente una piazza che, dopo due retrocessioni di fila, conferma di non essere assolutamente di serie C. Ora tocca a Iervolino, ieri presente sugli spalti affiancato dal presidente Milan (che era assente da dicembre) e dall’amministratore delegato Pagano.

La speranza dei tifosi è che quest’ennesima manifestazione d’amore del popolo granata induca il patron – una volta finiti gli spareggi – a non tentennare ancora sulla permanenza a Salerno. Anzi, aver ricucito lo strappo può consentire di programmare un futuro ambizioso, accantonando il passato e ripartendo con due consapevolezze: la società ha enormi potenzialità economiche e c’è un tifo da serie A. Si arrivasse a questa stretta di mano ci sarà una Salernitana proiettata a un campionato d’avanguardia qualunque sia la categoria di militanza. Viceversa si disperderebbe questo meraviglioso clima d’entusiasmo così faticosamente ricreatosi.

Sezione: News / Data: Lun 25 maggio 2026 alle 17:30 / Fonte: Luca Esposito per TMW
Gaetano Ferraiuolo
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Gaetano Ferraiuolo
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