Eziolino Capuano non usa giri di parole e, in esclusiva ai microfoni del quotidiano La Città, fotografa il momento della Salernitana con la schiettezza che lo ha sempre contraddistinto nel corso della sua carriera. Il tecnico salernitano analizza una stagione al di sotto delle aspettative, il terzo posto conquistato nel finale e le prospettive in vista dei playoff, snodo decisivo di un’annata ancora aperta. Parla di società, scelte tecniche, singoli e si sbilancia anche con un pronostico conclusivo. Una convinzione su tutte resta chiara: quando il livello si alza e la pressione aumenta, quasi sempre emergono le squadre più forti.
Mister, che idea si è fatto della stagione della Salernitana?
«Partiamo da un presupposto, per me la Salernitana era una squadra forte. Insieme a Benevento e Catania era tra quelle indicate da tutti come favorita a inizio campionato. Non mi sarei aspettato un distacco così largo dalla vetta, e lo stesso discorso vale anche per il Catania. Bisogna fare i complimenti al Benevento per il campionato che ha fatto e anche per la qualità del gioco espresso durante tutta la stagione. È stata superiore e lo ha dimostrato con continuità».
Il terzo posto può essere una consolazione oppure resta un risultato inferiore alle attese?
«Le aspettative erano altissime, questo è evidente. Però oggi la Salernitana è terza e arriva ai playoff da una posizione importante. Non è poco. Ha recuperato terreno nelle ultime partite, ha rimesso in ordine la classifica e adesso si gioca tutto nel momento decisivo della stagione, quello che conta davvero».
Molti tifosi contestano il rendimento rispetto agli investimenti fatti dal club.
«Sento tante critiche al dottor Iervolino, ma va ricordato che ha speso tantissimo in questi anni e che l’impegno economico non è mancato. Non ho il piacere di conoscerlo, quindi non devo incensare nessuno. Però i numeri sono chiari. Poi si può discutere se i soldi siano stati spesi bene o male, se alcune scelte abbiano reso oppure no, ma la Salernitana ha investito molto e questo va riconosciuto».
A gennaio la rosa è stata rivoluzionata. Si poteva fare di più?
«Non mi permetto di giudicare il lavoro degli altri. Faggiano è un direttore esperto, non certo l’ultimo arrivato. Se ha preso certe decisioni, avrà avuto le sue ragioni e le sue valutazioni. Magari qualcosa si poteva fare diversamente, ma parlare da fuori è sempre facile».
Lei dice spesso che i playoff premiano i più forti. Vale anche stavolta?
«Assolutamente sì. Tutti ripetono che i playoff sono un campionato a parte, che conta la condizione fisica o mentale, che può succedere di tutto. È vero fino a un certo punto. Alla fine, nella maggior parte dei casi, vince la squadra più forte, quella con più valori tecnici e con una struttura solida. E tra le più attrezzate io vedo Salernitana, Catania, Ascoli e Brescia».
Come giudica la scelta iniziale dell’allenatore e il successivo arrivo di Cosmi?
«Chi era arrivato prima (Raffaele ndr) veniva da una stagione importante e aveva fatto bene, quindi c’erano motivi per puntare su di lui. Su Cosmi dico questo: se uno sa giocare a scacchi e smette per un po’, resta comunque bravo. Magari alla prima partita deve ritrovare il ritmo, poi torna quello di prima. Cosmi ha carisma, autorevolezza e personalità. Poi nel calcio decide sempre il risultato».
Conosce bene Facundo Lescano e Carriero, li ha allenati entrambi a Trapani. Che giocatori sono?
«Lescano è un attaccante forte. Parlo di numeri e di caratteristiche. È fisico, strutturato, e nell’area piccola è devastante. Ha il fiuto del gol come pochi. Se lo allontani dalla porta magari rende in modo diverso, ma vicino all’area resta uno che sposta gli equilibri e sa determinare le partite».
E Carriero?
«A me è sempre piaciuto. È uno che non si risparmia mai, si allena bene, dà tutto. Un giocatore generoso, utile, di equilibrio. In una squadra importante è un elemento prezioso perché garantisce sostanza e affidabilità».
Pregi e difetti della Salernitana?
«Il pregio è l’organico, perché la qualità non manca. Il difetto è stato l’andamento alterno durante la stagione. In certi momenti ha dato l’idea di grande solidità, in altri ha mostrato meno continuità. Però adesso conta il presente, non il passato».
Chi vince i playoff?
«Le squadre che hanno più possibilità sono quelle con l’organico migliore: Salernitana, Catania, Brescia e Ascoli. Poi io sono salernitano e da tifoso dico Salernitana».
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