Per lunghi tratti della stagione la difesa della Salernitana è stata indicata come il principale problema di una squadra che solo raramente è riuscita a mantenere la porta inviolata e che in alcune occasioni, come accaduto contro Potenza e Benevento, aveva mostrato limiti evidenti incassando addirittura cinque reti. Sarebbe però riduttivo e persino ingeneroso attribuire tutte le responsabilità esclusivamente al reparto arretrato, perché anche il centrocampo, soprattutto nella prima parte del campionato, ha spesso faticato nel lavoro di filtro e di protezione davanti alla linea difensiva. Sia con Raffaele sia successivamente con Cosmi, la Salernitana ha sofferto parecchio il palleggio avversario quando si è schierata con il 4-4-2 o con il 3-5-2, sistemi che non hanno garantito gli equilibri necessari in fase di non possesso.

Diverso invece il rendimento con il 3-4-1-2, assetto che nelle ultime settimane sembra aver restituito maggiore solidità alla Bersagliera, permettendo alla squadra di essere più corta, compatta e meno vulnerabile nelle transizioni difensive. I segnali di crescita, in effetti, sono stati evidenti soprattutto nelle ultime due gare contro il Ravenna. Tra andata e ritorno la Salernitana non ha subito reti contro una squadra che poteva contare su un attaccante esperto e pericoloso come Fischnaller, dato che conferma il lavoro svolto da Cosmi sotto il profilo tattico e mentale.

La scelta di avanzare Ferraris sulla trequarti si è rivelata particolarmente efficace perché ha consentito ai granata di avere maggiore equilibrio tra i reparti, garantendo al tempo stesso qualità tra le linee e più dinamismo in fase difensiva. Fondamentale anche la crescita atletica degli esterni, apparsi decisamente più continui nelle due fasi. Cabianca e Villa, infatti, stanno assicurando copertura quando la squadra si abbassa e spinta costante quando c’è da accompagnare l’azione offensiva con cross e sovrapposizioni. Ma oltre al miglioramento collettivo, a fare la differenza è stata anche la crescita dei singoli.

Matino, nella gestione Cosmi, ha sempre risposto presente ogni volta che è stato chiamato in causa, diventando uno dei simboli dell’attaccamento alla casacca. Golemic, invece, sembra finalmente essersi ritrovato dopo una regular season ben al di sotto delle aspettative. Il centrale serbo è tornato a garantire leadership, fisicità ed esperienza, ricordando il difensore dominante visto ai tempi di Crotone. Molto positiva anche l’evoluzione di Anastasio, decisivo con l’assist a Caserta e con il gol contro il Ravenna. L’ex esterno si è adattato perfettamente al ruolo di braccetto di sinistra e proprio al Benelli ha probabilmente disputato la sua miglior partita da quando indossa la maglia granata.

Proprio il ritrovato equilibrio potrebbe convincere il tecnico a confermare la stessa formazione anche domenica prossima, nonostante si tratti della quinta partita in appena due settimane. Davanti a Donnarumma dovrebbero agire Matino, favorito su Berra, Golemic e Anastasio, con Cabianca e Villa sulle corsie laterali. Più indietro nelle gerarchie, almeno al momento, Longobardi e Quirini. In mezzo al campo il tandem composto da Tascone e De Boer sta offrendo garanzie importanti sia in fase di interdizione sia nella gestione del possesso.

Cresce anche la condizione atletica di Capomaggio, che spera di trovare maggiore spazio nelle prossime uscite. In avanti, salvo sorprese, nessun dubbio: Ferraris agirà alle spalle della coppia formata da Ferrari e Lescano. Se la Salernitana sembra aver ritrovato compattezza e sicurezza, il prossimo ostacolo rappresenta comunque un test molto impegnativo. Il Brescia, infatti, pur non brillando particolarmente dal punto di vista estetico, è una squadra concreta, organizzata e difficile da affrontare. Le Rondinelle sfruttano molto il gioco sulle fasce …

Sezione: News / Data: Sab 23 maggio 2026 alle 16:30 / Fonte: la Città
Gaetano Ferraiuolo
vedi letture
Gaetano Ferraiuolo
autore
Caporedattore dal 2024