Il messaggio che infiamma la torcida compare su Instagram alle ore 17.43. Tutino, bomber e rigorista ritrovato, sceglie con cura l'angolo in alto a sinistra, il cuore per raccontare ai tifosi le emozioni e la tensione che hanno preceduto la giocata dell'anno, quella che può valere una stagione. L'attaccante lascia che la foto «parli»: accomoda il pallone sul dischetto, inarca la schiena. Scrive: «11 metri e Salerno sulle mie spalle. Il sogno continua». Ha calciato a cronometro fermo: 95' pieno, non ci sarebbe stata più sabbia nella clessidra, neppure il tempo di un tap-in, in caso di respinta. Cuore caldo e mente fredda, il bomber ha segnato, il bomber è tornato, il bomber probabilmente ha lanciato segnali. In realtà l'avverbio «probabilmente» andrebbe tolto, anzi spiegato e giustificato con la carica agonistica post partita. Tutino non ci sta ad accomodarsi in panchina e a fare turnover. Lo ha ammesso, è stato schietto, intervistato da Dazn: «Era la partita più importante della stagione, che volevo giocare dall'inizio. Non è stato facile per me restare fuori». In panchina ha tifato e ha pure interrogato gli altri compagni. «Perché non ha tirato?», ha chiesto riferendosi ad un'azione che alla ripresa ha visto protagonista Jaroszynski, troppo generoso, senza l'istinto del killer. 
AMORE DI PAPÀ Vicinissima incollata al televisore la figlioletta, al momento dell'intervista. Con il candore e l'affetto di una bimba, si è avvicinata allo schermo e ha fatto quello che probabilmente avrebbero voluto fare tutti i tifosi della Salernitana: ha riempito di baci il papà Gennaro, stravolto ma felice, con gli scivoli acquatici sullo sfondo, dentro lo stadio Teghil che stava trasformandosi nell'inferno e che è invece diventato il luna park granata. Trentaquattro partite giocate, sei assist, dodici gol, quasi un terzo di quelli messi a segno dalla squadra (41), Tutino è stato decisivo come a Cosenza, come ad Ascoli. A Verona contro il Chievo, invece, aveva partecipato, come a Pisa e Chiavari. Il calcio, però, ha un metabolismo veloce: l'attaccante è condannato a dimostrare sempre e l'unico sigillo nelle ultime undici partite aveva un po' offuscato le precedenti imprese. Non era finita, anzi non è finita: arriva l'Empoli, la sua ex, e poi si va allo stadio Adriatico, dove Tutino è stato protagonista con il Cosenza vincendo contro il Siena lo spareggio nel 2018 per la promozione in B. Adesso il partner del gol è Gondo, che sui social replica la danza della vittoria inaugurata dopo Salernitana-Venezia e ringrazia gli amici per la lasagna energetica: «Non molliamo niente, fino alla fine»... Schiavone sceglie l'immagine del missile per dire «voliamo» e Kupisz ricorre alla scaramanzia, «zitti, zitti», invocando il silenzio che precede i momenti importanti.

Sezione: News / Data: Mer 05 maggio 2021 alle 21:30 / Fonte: il Mattino
Autore: TS Redazione
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