Passano le settimane, passano le giornate, eppure ci sembra di dire sempre le stesse cose. Questa Salernitana, da tre anni a questa parte, è davvero uno strazio per una tifoseria talmente assuefatta alle brutte figure che quasi non riesce nemmeno più ad arrabbiarsi. Cambiando l’ordine degli addendi il prodotto non cambia, anzi stasera abbiamo visto una prestazione ancora peggiore rispetto a quelle precedenti. Non osiamo immaginare cosa avremmo letto se in panchina ci fosse stato Giuseppe Raffaele.
Cosmi è arrivato da dieci giorni e non ha avuto tempo e modo per incidere, sia chiaro, ma della “dedizione” pretesa non abbiamo visto nulla. Anzi, continuano a essere schierati dall’inizio o in corso d’opera calciatori come Capomaggio, Molina, Villa, Ferrari e Quirini che commettono errori su errori e che sono stati estremamente sopravvalutati da tutti. Non vorremmo sembrare presuntuosi con la frase “lo avevamo detto”, ma la nostra redazione aveva rimarcato i limiti tecnici enormi della Salernitana anche quando si vincevano cinque partite su cinque e si parlava di una corazzata.
Ma che corazzata può essere una squadra che prende gol in quasi tutte le partite, che ha un centrocampo lento e compassato (visto Varone a Gubbio?) e un attacco che non tira in porta? La Bersagliera non ha mai convinto, dalla coppa Italia col Sorrento a oggi. Nessuna partita dominata, nessuna vittoria convincente, un divario netto sul piano organizzativo e tattico anche con le ultime della classe, un livello qualitativo modesto per la categoria e il Benevento che vola a +19 dimostrando come si faccia calcio.
Naturalmente la società è la prima responsabile. Iervolino ha dilapidato un patrimonio d’entusiasmo inestimabile portando i granata dalla A al quarto posto in C, Milan si è defilato dopo aver promesso progetti importanti e piano di rilancio, Pagano si affida ai soliti tweet senza spiegare su quale base abbia ritenuto questa rosa addirittura pronta per giocare in B a occhi chiusi. Ok essere un neofita nel mondo del calcio, ma davvero si pensa che chi viene preso a pallonate da Siracusa e Giugliano possa far bella figura in una categoria superiore? La verità è che siamo a cospetto di un fallimento tecnico senza precedenti, con un caos a tutti i livelli e un gruppo che sembra quasi non veda l’ora che finisca questa stagione per andare in vacanza. Un disastro annunciato, ci sia consentito. E chi ha dipinto realtà parallele per motivi nemmeno difficili da immaginare ha fatto un danno enorme, illudendo la tifoseria che resta l’unica componente esente da responsabilità.
Chiaramente il primo che dovrebbe avere il coraggio di dimettersi è il direttore sportivo. Faggiano ha sbagliato mercato in estate ripetendosi a gennaio, pur facendo spendere tanto alla proprietà in termini di stipendi. Ha esonerato un allenatore protetto anche quando era indifendibile, ha palesato nervosismo e tensione parlando con i giornalisti e lo spogliatoio non sembra seguirlo. A volte fare un passo indietro può essere utile a conquistare il rispetto di una tifoseria che, prima allo stadio e poi sui social, gli chiede di farsi da parte. A Catania nessuno lo ha rimpianto, oggi la Salernitana perde un derby senza praticamente essere scesa in campo.
Il patron non può auto-esonerarsi, il mister è stato cambiato, a gennaio c’è stato un via-vai di calciatori…e i risultati sono sempre gli stessi! A questo punto si licenzi Faggiano e si punti da subito su un direttore generale che sia sergente di ferro e che provi a scuotere tutti dal torpore. Per fare i playoff da comparsa non c’era bisogno né di spendere 10 milioni di stipendi né di riempirsi la bocca con proclami totalmente disattesi.
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