Questo il punto di tuttoc, a firma di Laerte Salvini sulla situazione della Serie C a due settimane dall'inizio del mercato e a ridosso della partenza dei ritiri precampionato: "La Serie C sta vivendo un'estate movimentata, inutile nasconderlo. Non tanto per i problemi economici, quanto per la stasi e quella lentezza in alcune piazze che mettono a nudo alcune fragilità del sistema della terza serie. I numeri parlano chiaro. Ancora nella prima settimana di luglio, ben sette club di Serie C risultavano privi di una guida tecnica ufficiale. Alcune panchine si sono sbloccate soltanto negli ultimissimi giorni, quasi a orologeria: il Crotone ha ufficializzato Leandro Greco soltanto il 9 luglio, mentre il Bari ha atteso quasi la stessa data per affidarsi a Massimo Rastelli, chiudendo un lungo tira e molla che aveva visto sfilare i nomi di Aronica, Toscano e altri profili. La Giana Erminio ha inseguito a lungo Oscar Brevi come cavallo di ritorno, definendo la propria situazione solo in extremis. E non sono casi isolati: il puzzle delle panchine, come è stato definito, si è completato in modo frammentario, tra conferme dell'ultimo minuto, scommesse tardive e trattative andate per le lunghe. In una categoria dove il tecnico è chiamato a plasmare identità e a integrare volti nuovi in fretta, partire in ritardo significa già rincorrere.

Se il Livorno pare aver trovato una quadra, iniziando a muovere le prime pedine di mercato sotto traccia, il capitolo più delicato resta quello degli stadi, vera spina nel fianco strutturale del movimento. Il Latina vive nell'incertezza più totale attorno alla vicenda del "Francioni": il bando comunale per la concessione ventennale, la richiesta di proroga o annullamento avanzata dallo stesso club, le contestazioni sul Piano Economico Finanziario e il rischio concreto di un contenzioso legale hanno lasciato la società in un limbo amministrativo che pesa su ogni scelta futura. E poi c'è il Cosenza, forse il caso più emblematico di questa estate travagliata: costretto a disputare le proprie gare interne allo "Scida" di Crotone in attesa della battaglia legale con il Comune per il "Marulla", con il ritiro estivo ancora da definire dopo il no all'impianto "Zicarelli" di Fuscaldo, e soprattutto con l'incognita societaria, tema sempre aperto dopo la trattativa naufragata con il gruppo Rota.

Se le panchine e gli stadi rappresentano il volto più evidente del ritardo, c'è un terzo fronte che completa il quadro: il mercato. Anche qui la fotografia è quella di una fase interlocutoria, con le grandi ancora ferme ai box. Lo ha certificato senza giri di parole Felice Evacuo, miglior marcatore all-time della Serie C oggi nelle vesti di agente, intervistato dalla nostra redazione ha detto: "Il mercato è ancora prevalentemente fermo, non ci sono stati colpi di rilievo al momento. Tante squadre hanno la limitazione della lista e devono fare delle uscite prima di prendere nuovi giocatori". Un'immobilità figlia anche del Salary Cap e delle nuove regole sul minutaggio, che costringono i direttori sportivi a incastri complessi prima di affondare i colpi. Non è un caso che, come sottolineato dallo stesso editoriale del portale, a Bari, Salerno e Catania non si siano ancora registrate accelerazioni significative: tre piazze da vertice, tre progetti ancora in costruzione, con i direttori sportivi chiamati a trasformare le idee in operazioni concrete proprio nelle settimane più delicate. Il paradosso, allora, si fa evidente proprio nel confronto tra le date. La sessione estiva di mercato per Serie B e Serie C, aperta il 1° luglio, si chiuderà il 1° settembre: una finestra lunga, che teoricamente concede tempo.

Ma i ritiri incombono ben prima, e proprio lì si misura la reale preparazione delle squadre. La Salernitana, una delle poche ad avere le idee chiare, sarà a Cascia in Umbria dal 14 al 31 luglio; il Catania dovrebbe dividere la preparazione tra Sicilia e Norcia; il Bari ha prenotato Roccaraso dal 14 al 29 luglio, salvo poi definire l'allenatore solo a ridosso della partenza. Chi arriva ai ritiri con il tecnico appena insediato, la rosa incompleta e magari lo stadio ancora da individuare parte con un handicap che il calendario non perdona. Perché la Serie C, lo insegna la storia, è il campionato dei dettagli: dove una preparazione mal impostata a luglio si paga spesso a dicembre, e dove le squadre che costruiscono con metodo e anticipo si ritrovano, a stagione inoltrata, un vantaggio che vale quanto un grande colpo di mercato. Il punto, allora, non è tanto il singolo caso, quanto il quadro d'insieme. La Serie C ha dimostrato di saper vincere la battaglia più difficile, quella delle iscrizioni, con una compattezza mai vista negli ultimi anni. Ma la stessa categoria arriva alla vigilia della nuova stagione con troppe caselle ancora vuote: allenatori annunciati a ridosso dei ritiri, stadi introvabili o contesi, mercati fermi al palo in attesa che si definiscano le guide tecniche. È come se la fase amministrativa avesse assorbito tutte le energie, lasciando quella sportiva e organizzativa a inseguire". 

Sezione: News / Data: Dom 12 luglio 2026 alle 09:30
Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023