Il calcio, a Salerno, non è mai stato solo una questione di novanta minuti sul rettangolo verde. È identità, appartenenza, storia tramandata di generazione in generazione. Per questo motivo, la perdita dei segni distintivi nel 2011, a seguito del drammatico fallimento della gestione targata Antonio Lombardi, rappresentò una ferita profondissima per l'intera tifoseria. La neonata "Salerno Calcio", nata sull'asse Lotito-Mezzaroma, aveva conquistato la promozione dalla Serie D, ma giocava con una maglia azulgrana e un logo che non appartenevano alla tradizione. Mancava l'anima: mancavano il granata e, soprattutto, il Cavalluccio Marino.

La svolta per riappropriarsi del patrimonio storico avvenne nel giugno del 2012, grazie a un'intensa attività di diplomazia e mediazione in cui un ruolo chiave fu giocato dal tifo organizzato, in particolare nella figura di Riccardo Santoro, presidente del Centro di Coordinamento Salernitana Clubs. In un clima di forte attesa e delicatezza istituzionale, Santoro intuì che il tempo stringeva e che bisognava accorciare le distanze tra la curatela fallimentare e la nuova proprietà. Fu una cruciale mediazione telefonica a sbloccare l'impasse.

Santoro si mise in contatto diretto con i curatori fallimentari (Ivone in particolare) l'avvocato Fauceglia e il legale di Lotito Gianmichele Gentile, e successivamente, direttamente con il patron. L'obiettivo era chiaro: creare un canale di comunicazione immediato e superare gli ostacoli burocratici ed economici per l'acquisizione dei beni immateriali del vecchio sodalizio. Quella fitta rete di telefonate portò i frutti sperati, agevolando la fissazione di un incontro decisivo per il sabato successivo.

In quel vertice si gettarono le basi concrete per il riscatto della storia. Pochi giorni dopo, la nuova società cambiò denominazione in Unione Sportiva Salernitana 1919, riappropriandosi del colore granata. Proprio nel giorno in cui gli Spartani Salernitani, allo stadio Vestuti, inscenavano una manifestazione per onorare la memoria di Enzo, Ciro, Peppe e Simone, I 4 angeli che, chissà, dall'alto avranno dato un'ulteriore spinta. Proprio a Piazza Casalbore, intorno alle 19:30, arrivarono in veste di presidenti della Salernitana Claudio Lotito, Marco Mezzaroma accompagnati da Gianmichele Gentile e dal Sindaco Vincenzo De Luca. In quel momento fu annunciata la volontà di presentare la rinata squadra locale in un'amichevole con la Lazio.

Se oggi il problema è stato risolto, dunque, lo si deve anche a Riccardo Santoro. Quel presidente del CCSC che andrà ricordato per aver tenuto a galla la nave dopo un fallimento e con le due recenti retrocessioni consecutive. Un signore e un vero cuore granata.

Sezione: Pillole di Storia / Data: Ven 26 giugno 2026 alle 19:00
Gaetano Ferraiuolo
vedi letture
Gaetano Ferraiuolo
autore
Caporedattore dal 2024