Il paradosso del calcio e di questa Salernitana che per tutta la stagione ci ha abituato a questi alti e bassi per certi aspetti anche inspiegabili. La prima gara dei playoff non ha fatto eccezione e, stanotte, andremo a dormire rammaricati per il 2-3 finale e non felici di aver espugnato uno stadio imparagonabile all'Arechi per passione e calore, ma che comunque è spesso stato un tabù per i colori granata.

Potremo star qui ore a discutere. Sulle incertezze di un Donnarumma ancora in calo, sull'errore di Tascone sul gol dell'1-3, sulla gestione quantomeno discutibile dei cambi da parte di un allenatore che si è consegnato a un avversario nel pallone più totale, ma è fondamentale mantenere la lucidità e ripetere un concetto a noi stessi: la Salernitana ha vinto il primo spareggio playoff in trasferta, a ritorno avrà due risultati su tre a disposizione, per 70 minuti ha dominato e potrà contare su quel dodicesimo uomo che penserà a spingere la squadra e non a intonare cori contro gli assenti offendendo le madri degli allenatori o accogliendo in modo squallido un dirigente avversario.

La Salernitana, al netto di quei limiti da sempre rimarcati, ha vinto la quarta partita di fila, ha segnato 8 gol nelle ultime tre trasferte, ha conquistato undici successi lontano da casa e spesso senza l'ausilio dei tifosi e ha un reparto offensivo sul quale non può contare nessuna delle dirette concorrenti e che certo avrebbe fatto meglio del terzetto Wlodarczyk-Cerri-Raimondo propinatoci in B da Petrachi e Valentini.

E allora...calma! Giusto non sentirci ancora qualificati, sacrosanto avere il rammarico per non poterci godere uno spettacolo senza il cuore in gola e con la Casertana che avrebbe assistito allo show del pubblico di fede granata. Ma siamo in netto vantaggio per passare il turno e questa Salernitana ha tutte le carte in regola per regalarsi i quarti di finale. 

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 10 maggio 2026 alle 23:59
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024