La miglior Salernitana per un’ora abbondante, poi improvvisamente blackout, timore reverenziale e qualificazione rimessa in discussione. Il 3-2 del Pinto lascia sensazioni contrastanti ai granata: da una parte una prestazione offensiva di altissimo livello, dall’altra quei soliti passaggi a vuoto che continuano a complicare partite apparentemente già chiuse. Per oltre sessanta minuti la squadra di Serse Cosmi è stata praticamente perfetta.

Intensità, qualità tecnica, aggressività e capacità di colpire nei momenti giusti. Il tridente offensivo ha fatto malissimo alla Casertana e il vantaggio di tre gol sembrava aver indirizzato definitivamente il discorso qualificazione, con Ferraris, Ferrari e Lescano protagonisti assoluti (Clicca Qui per reggere le pagelle) Poi però qualcosa si è spento, probabilmente anche a livello fisico dopo aver tenuto un ritmo altissimo per 60 minuti. La Salernitana ha abbassato ritmo, attenzione e pressione, concedendo campo e fiducia alla Casertana.

I rossoblù hanno iniziato a credere nella rimonta e in pochi minuti il derby si è completamente riaperto. Il problema non è tanto aver subito due gol, quanto il modo in cui la squadra ha smesso di giocare dopo il 3-0, una situazione già vista più volte durante la stagione. La sensazione è chiara, questa Salernitana ha qualità importanti e ha dimostrato ancora una volta di poter mettere in difficoltà chiunque e giocarsi le sue chance fino alla fine, ma per arrivare davvero fino in fondo servirà imparare a chiudere le partite e a tenerle chiuse, senza regalare rientri agli avversari.

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 11 maggio 2026 alle 12:00
Autore: Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023