C’è un sottile filo invisibile che unisce la passione di una piazza e le decisioni di una presidenza. Un filo che a Salerno, dopo le tempeste dell’ultimo anno, si sta cercando faticosamente di riannodare. Da un lato c’è la tifoseria, chiamata ancora una volta a dare una prova d’amore incondizionato; dall'altro c’è la società, che deve dimostrare nei fatti di voler rimediare agli errori del passato.

Partiamo da una certezza: sul valore del duo composto da Gianluca Faggiano e Serse Cosmi non si può e non si deve discutere. È una coppia di professionisti che sa come si vince, che conosce la categoria e che merita fiducia, tempo e serenità, senza l'ansia del giudizio immediato. Sostenere il loro lavoro è il primo dovere di chi vuole il bene della Salernitana. Ma la fiducia non può tradursi in un assegno in bianco firmato dai soli tifosi.

Il sacrificio dei tifosi merita rispetto (e risposte)

La risposta della piazza al via della campagna abbonamenti (con 1.300 tessere nel primo giorno) e l'attesa per le nuove maglie testimoniano che Salerno risponde sempre "presente". Tuttavia, il sostegno ha un costo, sia emotivo che economico. Sottoscrivere un abbonamento oggi significa fare un atto di fede a scatola chiusa, affrontando spese non indifferenti in un momento storico in cui anche l'acquisto di una maglia da gioco ufficiale è diventato un lusso.

A fronte di questo sacrificio collettivo, è lecito e doveroso aspettarsi reciprocità da parte della presidenza. Il dovere di Iervolino: meno attese, più top player È qui che entra in gioco il patron. Non si può dimenticare che, pur con tutte le attenuanti e il "passo indietro collettivo" invocato da più parti, la parabola che ha portato il club dalla Serie A alla Serie C porta la firma della sua gestione. Una discesa dolorosa, accompagnata da tensioni, dichiarazioni di addio sventolate ai quattro venti e una narrazione in cui il patron si è spesso dipinto come parte lesa, quasi dimenticando le proprie responsabilità dirette.

Basta melina sulle trattative: Operazioni congelate in attesa del "via libera" presidenziale (come il caso Celli) rischiano di rallentare la ricostruzione e spazientire l'ambiente. Non solo scommesse e parametri zero: Va bene la linea verde, vanno bene le occasioni di mercato, ma per vincere il campionato servono 4 o 5 top player di categoria. Calciatori fatti, pronti a fare la differenza e per i quali serve investire senza esitazioni.

Se la tifoseria sta garantendo, ancora una volta, la propria presenza e le proprie risorse, Iervolino ha il dovere morale e sportivo di garantire uno squadrone. La Salernitana non può permettersi un campionato di transizione o di basso profilo: la fiducia va meritata da entrambe le parti, e ora tocca alla proprietà fare la mossa decisiva.

Sezione: Editoriale / Data: Gio 16 luglio 2026 alle 00:00
Gaetano Ferraiuolo
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Gaetano Ferraiuolo
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