Non è stata soltanto la presentazione di un libro. È stata una serata di memoria, appartenenza e identità. Un viaggio dentro la storia di una città che attraverso il calcio continua a raccontare sé stessa. Nel suggestivo foyer del Teatro Nuovo di via Laspro, vecchi e nuovi tifosi della Salernitana si sono ritrovati per condividere emozioni, ricordi e frammenti di vita in occasione della presentazione del volume di Andrea De Simone, “Novanta minuti ed una vita intera”, un'opera che continua a suscitare interesse e partecipazione tra i salernitani.

Sessant'anni di storia cittadina scorrono tra le pagine del libro: uomini, volti, vicende e passioni che hanno accompagnato generazioni intere. Perché la Salernitana, come è emerso nel corso della serata, non è soltanto una squadra di calcio. È un sentimento collettivo, un filo rosso che unisce passato e presente, il calcio di una volta e quello moderno, la Salerno che fu e quella di oggi.

Un racconto che affonda le sue radici nella storia millenaria della città, da San Matteo alla Scuola Medica Salernitana, fino al ruolo di Salerno quale sede del primo governo dell'Italia liberata. Tutto riconduce a una parola semplice ma potentissima: appartenenza.

A dare voce ai ricordi sono stati protagonisti autentici della salernitanità. Ciro Borsa, per tutti "Mullichella", ha riportato i presenti agli albori del tifo organizzato, quando nascevano i primi cori, comparivano gli striscioni artigianali e prendevano forma i primi gruppi della curva granata.

Emozionante anche il contributo di Peppe Orilia, che ha ripercorso i suoi primi passi con la maglia granata, gli allenamenti al Vestuti e le faticose preparazioni in montagna,al Masdo della Signora, sotto la guida di Tom Rosati, in un calcio fatto di sacrificio, passione e rapporti umani autentici.

Luciano Provenza ha invece regalato uno spaccato di un'epoca che oggi sembra lontanissima. Prima delle radio libere, prima di internet e dei social network, c'era l'attesa. E c'era l'ingegno. Suo padre, grazie al celebre "12" della SIP, riusciva a recuperare il numero del bar più vicino allo stadio dove giocava la Salernitana e telefonava per conoscere il risultato della partita. Un rituale che racconta meglio di qualsiasi statistica quanto fosse profondo il legame tra la città e la sua squadra.

Poi i racconti dei capannelli di tifosi in piazza Casalbore, delle discussioni interminabili e di quella che Provenza ha definito con affetto "Radio Marciapiede", l'agenzia di informazione spontanea che prendeva vita davanti all'area del Vestuti, quando la passione correva di bocca in bocca e le notizie avevano il sapore della condivisione.

Dopo il saluto del padrone di casa, Gianluca De Martino, il testimone è passato ad Andrea Criscuolo che, con la passione che caratterizzano tutte le tappe del tour, ha guidato il confronto tra i relatori, accompagnando il pubblico lungo un percorso fatto di memoria e sentimento, prima delle conclusioni affidate all'autore Andrea De Simone.

A custodire e immortalare questi momenti c'era anche l'obiettivo di Cesare Giliberti, storico fotoreporter di fede granata. Attraverso il suo straordinario archivio fotografico, costruito anche grazie alla preziosa eredità professionale ricevuta dal padre, continua a conservare immagini che rappresentano autentici pezzi della storia di Salerno.

Al termine della serata è rimasta una sensazione condivisa tra tutti i presenti: il tempo passa, cambiano gli stadi, i campionati e le generazioni, ma certe emozioni restano immutate. Perché novanta minuti possono finire con il triplice fischio. L'amore per una maglia, invece, dura una vita intera.

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Sezione: Tifo granata / Data: Mer 17 giugno 2026 alle 20:00
Gaetano Ferraiuolo
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Gaetano Ferraiuolo
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