Tutino-Djuric e la Salernitana si regala un'altra notte da capolista. Non sappiamo cosa succederà domani sugli altri campi, ma nella peggiore delle ipotesi i granata trascorreranno il Natale in piena zona promozione. Alla faccia di tante persone che parlavano di galleggiamento, di cali di novembre, di un Castori che non avrebbe mangiato il panettone, di Lecce e Frosinone pronte a fare un sol boccone di una squadra che - e lo diciamo con amarezza - forse per la prima volta nella storia sta traendo vantaggio dalle porte chiuse. Immaginiamo già quanti professori avrebbero fischiato i calciatori vedendo questo tipo di gioco che non fa certo gola agli amanti dell'estetica, ma che esalta chi sa analizzare numeri impressionanti: media di due punti a partita, seconda miglior difesa, nessuna sconfitta interna, a segno in casa da un anno e tre mesi, terza rimonta e un vantaggio sulla nona (e sulla quintultima) che domani potrebbe essere molto interessante. Chi, dopo il ko con lo Spezia, ha pianto e sofferto anche fisicamente vivendo un'estate di sfottò sui social o addirittura di striscioni esposti in città (e non ci riferiamo a quelli degli ultras, ma a rime di stampo razzista e riferimenti discriminatori privi di ogni senso) si godrà queste festività a tinte granata con un sorriso grosso così, mentre tanti altri mangeranno più fegato che capitone. Perchè una parte della piazza, inutile girarci intorno, è tutt'altro che contenta di un girone d'andata sin qui strepitoso. Basti leggere i commenti di alcuni mediocri che si celano dietro l'anonimato tra primo e secondo tempo, tutti pronti a riproporre quegli scenari da film di serie Z ormai diventati obsoleti e che vedevano un Mezzaroma giunto appositamente a Salerno per tirare il freno a mano. Del resto ci penserà Della Valle, tra 24 ore, a rilevare la squadra e a fare il mercato di gennaio, quindi possono stare tranquilli.

Venendo alla partita, certamente è stata una brutta Salernitana, ma era la quarta partita in dieci giorni dopo aver affrontato Brescia, Lecce e Frosinone. Le big del campionato, non le ultime arrivate. E l'Entella, molto più competitiva di un ultimo posto a 5 punti e zero vittorie, era osso molto duro, come abbiamo rimarcato in questi giorni. Andare sotto con le forze al minimo e qualche acciaccato avrebbe steso un leone, ma non il cavalluccio marino. Che, pur senza brillare, l'ha pareggiata con Tutino e vinta con Djuric anche grazie a Cicerelli. Tre che le altre di B farebbero carte false per avere. Non sappiamo cosa accadrà da qui a fine campionato, continuiamo a pensare servano 3-4 innesti di spessore e che Castori, con la squadra forse meno tecnica della gestione Lotito-Mezzaroma in B, stia facendo un miracolo (ma la formazione del primo tempo non ci ha convinto, troppa gente lenta e con scarsa qualità). Facciamo un appello di cuore a chi ama la Salernitana: godiamoci il Natale dopo un anno così difficile anche grazie al calcio e a questa squadra, in piena zona promozione diretta al netto di un clima ostile e che, per fortuna, si è rasserenato nel tempo. Nessuno chiederà mai scusa a chi è stato offeso semplicemente perchè ama la Salernitana ed è stato tacciato di essere colluso o ben di peggio. Loro, stasera, se la godono tutta. Altri faranno fatica a dormire e aspetteranno la trasferta di Venezia.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 22 dicembre 2020 alle 00:55
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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