Se la Salernitana oggi si gode una meritatissima salvezza, arrivata attraverso prestazioni a tratti spettacolari, lo deve non solo alla forza della società, alla bravura di Paulo Sousa e alla capacità dei calciatori, ma anche ad un gruppo di dirigenti arrivato in punta di piedi ma che, dietro le quinte, ha lavorato alacremente per consentire alla Salernitana di crescere, di raggiungere i risultati sportivi e di patrimonializzare. Il direttore sportivo De Sanctis è a capo della piramide, al suo fianco però ci sono validissimi collaboratori e professionisti che hanno messo a disposizione del club competenza ed esperienza. Tra questi c'è Giulio Migliaccio, un passato anche importante da calciatore in A e un futuro a tinte granata che lo vedrà tra i perni principali del progetto. La redazione di TuttoSalernitana lo ha intervistato telefonicamente, ecco le sue dichiarazioni:
Direttore, anzitutto come sta?
"Ora bene. Decisamente bene. Raggiungere la salvezza con la Salernitana è stata una grande soddisfazione. Eravamo certi di aver allestito una buona squadra, ma ci vuole sempre il riscontro del campo".
A dirla tutta la Salernitana non è mai stata invischiata per davvero nella lotta per non retrocedere, anzi ha chiuso la stagione con prestazioni di alto livello...
"Ed è la più grande gioia per noi. E' vero, non abbiamo mai occupato le ultime tre posizioni della classifica ma è innegabile che, ad un certo punto della stagione, abbiamo visto un calo generale e ci siamo preoccupati tanto. Vedevamo una Salernitana che non riusciva ad esprimere il suo reale potenziale. Con l'arrivo del nuovo allenatore c'è stata una svolta, fa veramente piacere esserci salvati offrendo ai tifosi un calcio divertente e propositivo. La rosa era di spessore, aveva solo bisogno di tempo per esplodere".
E' ingeneroso dire che l'esonero di Nicola sia stato determinante per risollevare le sorti di una squadra in difficoltà?
"Noi ringraziamo il precedente allenatore che ha messo a disposizione della Salernitana e del club le proprie competenze e tutto il suo entusiasmo. Nella stagione precedente era comunque riuscito a traghettare la squadra verso una salvezza che sembrava insperata. Poi però i dirigenti devono valutare quello che accade sul terreno di gioco e ci sono dati di fatto incontrovertibili, che valgono più di ogni commento o parere personale. Dall'arrivo di Sousa la Salernitana ha alzato l'asticella conquistando risultati di prestigio anche contro avversari di caratura internazionale".
E' vero che pensaste a Sousa già dopo il 5-0 col Sassuolo?
"No, come dirigenza abbiamo sempre pensato fosse doveroso sostenere l'allenatore in carica e trasmettergli la nostra stima. Da gennaio in poi, tuttavia, c'è stato il calo della squadra e, assieme alla società, abbiamo deciso di cambiare rotta affidando la panchina a Paulo Sousa. Il mister è stato bravissimo sotto tutti i punti di vista. Tattico, mentale, tecnico. La Salernitana, in campo, aveva un marchio di fabbrica riconoscibile e lui ha dato un contributo eccellente".
Parliamo della squadra. Dia a parte, quale giocatore vi ha dato la maggior soddisfazione per la crescita avuta durante la stagione?
"Siamo contenti di tutti, indistintamente. Dietro ogni operazione di mercato c'erano valutazioni ad ampio spettro, cercavamo di non trascurare alcun dettaglio. Mi verrebbe da dire Daniliuc e Bradaric. Saranno un punto di forza anche della Salernitana del futuro".
Con Bonazzoli è andata diversamente...
"Noi tutti abbiamo fatto tanto per trasmettergli la nostra fiducia. La scorsa estate la società è scesa in campo in prima persona facendo un investimento importante, a lungo termine. Lui sa perfettamente di essere un calciatore di livello, che può fare al caso della Salernitana e di tante squadre che occupano posizioni medio-alte di classifica in A. Sta a lui, alla sua crescita personale. Deve ritrovare sè stesso e capire che, in A e in una realtà ambiziosa come la nostra, è del tutto normale che la concorrenza sia di un certo livello e che un allenatore, nelle gerarchie, possa dare tanta fiducia ad un tandem come quello formato da Dia e Piatek. Poi c'erano anche Botheim e Valencia, professionisti validissimi. A breve ci incontreremo con lui per capire quale sia la soluzione migliore, ma resta un giocatore forte e un patrimonio della Salernitana".
Come si coniuga l'esigenza di rinforzare la rosa con la legittima ambizione di far quadrare i conti con plusvalenze importanti?
"Bisogna essere bravi su questo, ricordare che il percorso è appena iniziato e che siamo una realtà in evoluzione, ma che deve stabilizzarsi definitivamente in questa categoria. Una cosa è certa: se quest'anno abbiamo chiuso con tanti risultati positivi e un organico di spessore, state certi che non faremo passi indietro. La famosa asticella va sempre alzata".
Paulo Sousa ha fatto richieste specifiche? Dalle sue parole emerge la volontà di trattenere i big...
"E ad oggi nessun calciatore ci ha detto di voler andar via da Salerno. Al di là del discorso economico, e sotto questo aspetto abbiamo alle spalle una società forte per davvero, conta tanto la volontà dei giocatori. Qui stanno bene, hanno percepito la serietà del progetto, c'è una tifoseria importante e abbiamo scelto un allenatore che li aiuta nel percorso di crescita. Il mercato non è ancora iniziato, di certo c'è che presenteremo ai nastri di partenza una Salernitana competitiva anche se dovesse esserci qualche cessione".
Dia resta?
"Dobbiamo dare atto al direttore sportivo De Sanctis di aver condotto alla grande l'operazione. In estate ha fatto diversi viaggi in Spagna per convincerlo ad accettare, sin dal primo giorno disse che avrebbe fatto di tutto per portare Dia in granata. Era l'obiettivo numero uno per il reparto offensivo. Ripeto quanto detto: ad oggi nessuno ci ha chiesto di andare via e tutti si trovano bene qui".
Oggi si gioisce per una grande stagione, ma l'estate scorsa fu piuttosto complessa tra esuberi da piazzare e una Salernitana vista da tanti giocatori come la cenerentola della A...
"E' vero, fu un'estate particolarmente complessa però eravamo convinti che avremmo allestito un buon organico. C'erano calciatori da cedere, altri che dovevano arrivare. Avevamo grande rispetto per la salvezza conquistata poche settimane prima, ma eravamo altrettanto consapevoli che bisognava ragionare lucidamente e rinforzare in tutti i reparti quell'organico. Grazie alla personalità, alla bravura e alla risorse del presidente, ci siamo seduti al tavolo di club prestigiosissimi a testa alta e con enorme dignità. Già questo fu motivo di grande orgoglio".
Tornerete su qualche giocatore che vi disse di no l'anno scorso?
"Noi ringraziamo chi ha sposato da subito il progetto credendo nella Salernitana. Per il resto...il mercato è pieno di opportunità e reperire giocatori bravi è l'ultimo dei problemi. C'è ampia scelta, guardiamo avanti".
Ochoa rinnova?
"E' in programma. Ci incontreremo a breve. Ha dato una grossa mano, sul piano professionale ma soprattutto umano. Non ci sarà mai alcun tipo di problema con lui, già nell'attuale contratto c'è una clausola che ci permette di riconfermarlo".
Se diciamo che sarà una Salernitana basata sui giovani ma che proverete a fare il "colpaccio" a sorpresa siamo lontani dalla realtà?
"E' così. Cercheremo di formare il giusto mix tra giovani ed esperti, se potremo prendere il grande giocatore non ci tireremo indietro. La società sotto questo aspetto fornisce sempre ampie garanzie. E' nel nostro interesse mettere in campo una Salernitana sempre più competitiva. Ricordo a tutti che partiamo da una base totalmente diversa rispetto a un anno fa, c'è già uno zoccolo duro che ha dimostrato di essere valido".
Ora tutti lodano De Sanctis, lei, il vostro staff. In realtà nei primi mesi la critica è stata a tratti aspra...
"Quando abbiamo accettato sapevamo perfettamente che avremmo potuto incontrare delle difficoltà. Ma questo tipo di sfida mi e ci affascina. Il direttore è stato bravo a lavorare a testa bassa, andando avanti con convinzione sulla sua strada. Noi gli abbiamo dato una mano, è nato un bel gruppo che opera per il bene della Salernitana. La società ci ha supportato e voglio ringraziare il presidente per averci dato questa opportunità. Ora c'è un grande rapporto con lo staff tecnico capitanato da Paulo Sousa e la tifoseria ci supporta e ci aiuta. Ci sono tutti gli ingedienti per fare ancora meglio".
Obiettivo per la prossima stagione? Iervolino ha parlato di zona sinistra...
"La Salernitana deve lottare per la salvezza. La base di partenza deve essere sempre quella. Siamo tutti ambiziosi ma...piedi per terra e un passo alla volta".
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