A Salerno ha vissuto una esperienza breve ma intensa, risultando per distacco uno dei migliori calciatori della rosa pur in un'annata coincisa con una mesta retrocessione. A un certo punto della stagione si trasformò in un bomber, con uno score di 4 gol da fare invidia a quasi tutti gli attaccanti in organico. A distanza di tempo ricorda quell'avventura con emozione, merito anche dell'ottimo rapporto che si instaurò con la piazza. Guglielmo Stendardo, che sogna un futuro da allenatore e sta guidando un club in Eccellenza, è il doppio ex per eccellenza della sfida tra Atalanta e Salernitana che si giocherà domenica pomeriggio e la redazione di TuttoSalernitana ha avuto il piacere di intervistarlo in esclusiva. Ecco le sue dichiarazioni:
Se le avessero detto che la Salernitana avrebbe avuto 9 punti di vantaggio a due giornate dalla fine del girone d'andata c'avrebbe creduto?
"Sì. Il presidente Iervolino è stato un colpo importante per la Salernitana, da quando è arrivato ci sono stati investimenti importanti e non mi riferisco soltanto al calciomercato. Il patron ha capito che non si può prescindere dalle strutture e da un buon settore giovanile, senza dimenticare la volontà di fidelizzare i tifosi e di creare un clima positivo e trascinante attorno alla squadra. E poi, leggendo i nomi che compongono la rosa, è evidente ci siano elementi di indiscussa qualità. E anche sul piano del gioco vedo una Salernitana capace di esprimere un buon calcio. Capisco ci possa essere un po' di delusione per una vittoria che non arriva dalla trasferta di Roma, ma fossi nei tifosi granata sarei orgoglioso di un percorso di crescita costante".
Giusto puntare solo su difensori giovani e non su uno esperto?
"La rosa della Salernitana è competitiva, ma sono certo che il direttore sportivo Morgan De Sanctis non si farà sfuggire eventuali occasioni".
Come si spiega che a Gyomber, uno dei migliori calciatori dell'organico, non sia stato ancora rinnovato il contratto?
"Conosco bene Norbert, abbiamo condiviso l'esperienza di Pescara. Sono certo che la società farà le sue valutazioni, sin dai tempi della serie B ha dimostrato di essere una risorsa molto importante per la Salernitana. Non conosciamo bene le dinamiche all'interno dello spogliatoio e la futura linea societaria del club, ho capito sulla mia pelle che talvolta l'età pesa più dell'effettivo rendimento e la carta d'identità è un elemento che incide sulle trattative. Negli ultimi anni il calcio è cambiato, basti vedere quanti top player che militano in top squadre chiudano la stagione in scadenza e senza avere certezze sul futuro. Il calciatore deve rispettare gli accordi ed essere professionista fino all'ultimo secondo senza mai far mancare il proprio apporto".
Iervolino ha parlato spesso di obiettivo ottavo posto, forse sopravvalutando la rosa. Si sta sottovalutando il pericolo retrocessione?
"Ho avuto l'onore di conoscere il presidente dal vivo e non credo sia un imprenditore che sottovaluta qualcosa. Anzi. Ci siamo interfacciati più volte ed è consapevole delle difficoltà di questo campionato, la A ha tante incognite e bisognerà lottare fino alla fine. Tutto è migliorabile, ma la realtà dice che c'è una società che ha a posto i conti e che contestualmente investe garantendo risultati e progettualità. La classifica della Salernitana è invidiabile, 9 punti di vantaggio sulla terzultima non si ottengono per caso. I tifosi siano orgogliosi di avere un presidente lungimirante".
1500 tifosi al seguito della Salernitana a Bergamo, può incidere questo fattore anche in campo esterno?
"E' risaputo che il pubblico granata è il fattore aggiunto, soprattutto in casa ma anche in trasferta. A Bergamo sarà dura, l'Atalanta è un modello di riferimento e anche quello stadio sarà una bolgia. I nerazzurri, tra le mura amiche, possono contare su un pubblico che incide, tra l'altro la rosa è composta da gente fortissima sul piano fisico. Prevedo una grande gara, con uno spettacolo eccellente sugli spalti".
Angolo amarcord: esperienza a Salerno dai due volti per lei...
"Effettivamente la situazione era compromessa, ci fu il passaggio da Zeman a Varrella e il nuovo mister mi diede quella continuità che non avevo alla Sampdoria. Ho avuto la possibilità di conoscere una tifoseria straordinaria e che ci sosteneva pur essendo ultimi e ad un passo dalla retrocessione. Ebbi anche la fortuna di fare 4 gol. Ho casa ad Agropoli ed era un piacere indossare la maglia granata, non sono rimasto per tutta una serie di motivi spesso non dipendenti dalla mia volontà".
Anche a Bergamo lei ha scritto pagine di storia...
"Sono felicissimo che l'Atalanta sia un punto di riferimento in Italia e in Europa. E' un motivo d'orgoglio per tutta Italia vedere un club del genere che raggiunge livelli così elevati. La piazza, poi, è calda e ti spinge e c'è un allenatore che sta svolgendo un lavoro straordinario".
La Salernitana può sognare un percorso simile? In fondo la tifoseria è già da Champions League...
"La Salernitana oggi ha un presidente ambizioso, di livello. Un manager con una visione internazionale. Per fare quanto fatto a Bergamo occorre un progetto a medio-lungo termine, la piazza deve avere pazienza ed equilibrio perchè i risultati sono frutto di un lavoro che viene da lontano e che non si fa dall'oggi al domani".
Fa un certo effetto chiamarla mister...
"Anzitutto posso dire che ho sposato un progetto molto interessante con questa società che si chiama LUISS. Mi è stata affidata la guida tecnica della squadra dell'ateneo, militiamo in Eccellenza e disputeremo a breve la semifinale di ritorno della coppa Italia di categoria. Quest'anno ho fatto il corso da allenatore a Coverciano e mi piacerebbe ritagliarmi uno spazio importante anche sotto questa veste. E' un mestiere difficile, che ti porta a dover gestire molti problemi. Sto facendo un po' di gavetta, è il secondo anno che alleno tra i dilettanti e mi piacerebbe arrivare tra i professionisti".
Tiferà Salernitana domenica?
"Sono legatissimo a Bergamo e all'Atalanta ma...sì, tiferò per i granata".
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