Compatibilmente con le assenze parziali dei calciatori che hanno dovuto rispondere alla convocazione delle loro nazionali, mister Martusciello si è goduto la prima settimana di lavoro scevra, dall'inizio alla fine, di impegni di campionato o di coppa per la Bersagliera. Autentica manna dal cielo per un allenatore catapultato nella realtà calcistica salernitana e che, sin dalla sua investitura, ha dovuto fronteggiare un autentico via vai di calciatori, qualche pretesa e qualche richiesta di abbandonare anzitempo la navicella granata. Ora che il mercato ha chiuso praticamente ovunque e che la rosa si è stabilizzata, l'ex trainer empolese potrà creare le giuste gerarchie interne e così lavorare su un undici base, ma ciò non significherà certo non varare soluzioni alternative oppure non provare più uomini o più assetti tattici.
La rosa granata ci dice chiaramente che il club presieduto da Roberto Busso dispone di un roster di giocatori potenzialmente camaleontici, ovvero in grado di ricoprire più di un ruolo con buone prospettive di efficacia. Martusciello, che ha dovuto in tempi rapidi imparare a conoscere tanti calciatori arrivati alla spicciolata, inquadrandone le caratteristiche e sondandone la disponibilità ad agire in date zone di campo e, specialmente, ad assolvere dati compiti tattici, intenderebbe sfruttare la possibilità di cambiare schieramento e interpreti a gara in corso, anche senza ricorrere a sostituzioni. La Bersagliera è, difatti, una compagine con un tasso tecnico livellato verso l'alto e con la propensione a giocare e a fare la cosiddetta partita, ma dovrebbe riuscire a darsi più equilibrio e più copertura laddove il risultato parziale le sorridesse.
L'unico che al momento pare, per efficacia e stato di forma psicofisica, inamovibile è il giovane Amatucci, collocato nel cuore della mediana del cavalluccio marino a dettare i tempi della manovra e pronto com'è a scivolare nella posizione di vertice basso con la finalità di schermare la difesa e aiutare il suo team a rientrare in possesso del pallone. Attorno a lui regnerebbe allo stato ancora grande incertezza sugli altri atleti che lo affiancheranno nel centrocampo anti Pisa di domenica pomeriggio, con Maggiore, stimato dal tecnico campano, ma reduce da un infortunio e senza i novanta minuti nelle gambe, con Tello molto spremuto finora e un po' in ritardo fisico, con Soriano ai box e Tongya reduce dalla convocazione presso l' under 21 azzurra.
Nelle ultime ore il vice di Sarri alla Lazio avrebbe fatto ruotare gli uomini a disposizione provando l' assetto migliore in fase di possesso e quello più performante quando la sfera si trovasse tra i piedi degli avversari, in questo ultimo caso istruendo la squadra a ripiegare e a riposizionarsi rapidamente per reagire alla transizione negativa o al tentativo rivale di trovare varchi da attaccare. Tra le varie linee mediane testate e tra i loro vari interpreti, sembrerebbero salite le quotazioni di Hrustic, calciatore in grado di fare bene in ambedue le fasi di gioco e di conferire supporto ed imprevedibilità alle sortite d'attacco di una Salernitana che sarà sempre e comunque a trazione anteriore contro i pisani di Inzaghi. Hrustic, come altri suoi compagni, necessiterebbe di trovare il ritmo partita e maggiore intesa con il resto della truppa, ma ciò potrà avvenire solo facendo minutaggio e il ragazzo godrebbe della stima di allenatore e direttore sportivo che lo avrebbero voluto con decisione a Salerno confidando nel suo potere fare la differenza in cadetteria.
Altra sorpresa potrebbe essere l'impiego per almeno uno dei due tempi del polacco Wlodarczyk, giovane e rampante centravanti che scalpita per trovare spazio e familiarizzare con il calcio italiano. Il nazionale della Polonia under 21 potrebbe presto sopravanzare nelle gerarchie della guida tecnica campana il più esperto Simy, specie se riuscirà a dimostrare, negli spezzoni di gara che potrà disputare, le sue doti di corsa, forza fisica e buona tecnica di base, nonché la sua buona integrazione con Torregrossa, al momento punto fermo di ogni possibile assetto offensivo praticabile. In difesa è stato insistito molto sui nuovi Ferrari e Jaroszinski, i quali hanno mirato ad affinare l'intesa e i movimenti sincronici di reparto, proprio sotto il comando dell'esperto ex Sassuolo, più incline di Bronn a comandare la linea difensiva .
Con il rientro di Stojanovic dalle fatiche della Nations League, i tre nuovi alfieri della retroguardia granata si sono ben destreggiati in allenamento e parrebbero aver fornito le giuste garanzie a Martusciello per partire tutti dall' inizio contro i nerazzurri toscani. Sulla trequarti, infine, sono apparse in calo le quotazioni del cileno Valencia, in favore, oltre che del citato Hrustic, anche dell'usato sicuro Verde, con questi ultimi due reputati più abili a muoversi tra le linee rivali per sparigliare i piani difensivi ospiti. Con Kallon ancora appiedato dalla lunga squalifica subita per l'inopinata espulsione con la Sampdoria, dovrebbe toccare ancora a Braaf il ruolo di spacca partite nella seconda frazione di gioco.
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