A Salerno ha lasciato un pezzo di cuore pur essendo rimasto per pochi mesi, complice un rapporto mai decollato con Gian Piero Ventura che all’epoca guidava la Salernitana. A distanza di anni a Marco Firenze brillano ancora gli occhi quando parla della tifoseria e della maglia granata, un sentimento sincero che gli ha permesso di instaurare un rapporto di stima con la piazza. Ai microfoni di TuttoSalernitana ha dichiarato quanto segue:

“Non mi piace tanto parlare di stagione fallimentare, ma capisco l’umore di una piazza come quella di Salerno che viene da due retrocessioni e si aspettava di fare un campionato importante. Non è vero che se non si vince non possa essere comunque un campionato importante, ma la tifoseria si aspettava di tornare immediatamente in B. Categoria che sarebbe il minimo sindacale vista la passione della gente. Vedendo qualche partita, per i valori del girone, dico che il Benevento sta facendo un campionato super per risultati e prestazioni. Quando li vedo giocare mi diverto, cosa che non accade quando guardo la Salernitana. Ecco, alla lunga l’assenza di un gioco ha pesato”.

Firenze prosegue: “Il tifoso ama in maniera viscerale la maglia e, dopo due retrocessioni così cocenti, non riuscire subito a risalire almeno in B e a lottare per il primo posto ha portato a questa spaccatura. Non c'è disinnamoramento ma delusione, ci sono persone che non vanno allo stadio per non vivere ulteriori dispiaceri. Faggiano secondo me ha costruito una buona squadra per la categoria, ma resto dell’idea che l’assenza di gioco abbia depotenziato i singoli calciatori. Non so se ci siano problemi all’interno dello spogliatoio, certo conosco bene Golemic e mi sorprende vedere che venga espulso per un intervento evitabile. Probabilmente c’è tanta voglia di mettersi in mostra e di dare il proprio apporto che si incappa in qualche errore. Ai miei tempi ci si metteva a tavolino per risolvere i problemi, spero che si ritrovi la serenità necessaria perché la B è ancora alla portata e tutti avranno paura di affrontare la Salernitana negli spareggi”.

Inevitabile un passaggio sul tifo: “Mai visto una roba del genere, all’epoca accettai subito proprio perché un calciatore col mio carattere si esalta in una piazza con questo potenziale. Ricordo che segnai a Cosenza e, pur essendo uno degli ultimi arrivati, la gente mi fermava per strada per dirmi grazie senza rendersi conto che ero io a dover ringraziare loro. Cosa c’entra Salerno con la C o con la B? Cos’ha da invidiare a Udine, Sassuolo o Bergamo per amore e attaccamento? Si respira nell’aria l’amore viscerale del popolo granata per il cavalluccio marino, io sono un tifoso e tornerò dal vivo per godermi quella curva”.

Infine sul suo passato a Salerno: “Ventura era un allenatore top, un maestro di calcio, sul campo era uno spettacolo. Peccava nel rapporto con il gruppo, non solo nel modo di rapportarsi a me. A volte i tecnici dovrebbero ricordarsi che siamo anzitutto uomini, con problematiche familiari e personali e con una sensibilità. Purtroppo le cose non sono andate bene, ma mi siete entrati tutti nel cuore”.

Sezione: News / Data: Sab 14 marzo 2026 alle 20:30 / Fonte: la Città
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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