Roberto Breda avrebbe incassato la fiducia della società capitanata da Danilo Iervolino e non dovrebbe, almeno in teoria, trattarsi di una fiducia a tempo, non condizionata per tanto all'esito della sfida tra Salernitana e Frosinone, in programma sabato prossimo all'Arechi. Non dovrebbe, appunto, perché, in realtà, la gara contro i gialloblù ciociari è di quelle, se non decisive in senso stretto, di piramidale importanza nella corsa salvezza dei campani, vuoi perché sono scontri diretti e i punti valgono doppio, vuoi perché il catino dell' Arechi va sfruttato ed un risultato diverso dalla vittoria minerebbe il morale e la fiducia del gruppo granata. A parole, ed anche in modo alquanto convincente, la truppa è tutta con il proprio condottiero, con i senatori, Ferrari in primis, che ci hanno messo la faccia ed hanno sostenuto, anche verso la società, Breda, compattandosi attorno a lui.
Sull'ex capitano della Salernitana anni novanta la società di via Allende avrebbe puntato forte, a dispetto di un contratto che direbbe altro, nel senso della possibilità di aprire un ciclo intorno a tecnico e ds, per dargli modo di lavorare a Salerno anche il prossimo anno e con una squadra più forte e competitiva per il vertice. Tutto passa, però, per la permanenza in cadetteria, salvezza resa più difficile dalla debacle di Carrara, sia per la classifica che è peggiorata, sia per il non gioco e l' arrendevolezza a lungo espressa dai calciatori in campo allo stadio dei Marmi. A proposito di gioco collettivo e di livello delle prestazioni individuali, dal confronto tra proprietà, direttore sportivo e Breda stesso, sarebbero risultate due importanti tracce da seguire per il biondo mister trevigiano.
In primis il trainer granata deve migliorare la proposta di gioco, con riferimento specifico alla manovra offensiva, alle occasioni da rete da costruire e alla pericolosità in area avversaria. Non è tanto una questione di personalità e di percentuali di possesso palla, bensì di incisività e concretezza, che non potrà prescindere dall'apporto qualitativo di calciatori in possesso delle doti tecniche e di esperienza tali da incidere e da creare grattacapi ai rivali di turno. Ed ecco il secondo punto che sarebbe stato affrontato con una precisa richiesta all'allenatore veneto: osare di più nell'undici iniziale e, soprattutto, non schierare in avvio giocatori in difficoltà fisica e tattica, come l' evanescente Tongya mezzala, il quasi impalpabile Caligara in mezzo al campo e pure la seconda punta di movimento Raimondo.
L' ultimo a dire il vero potrebbe anche non essere accantonato sabato, magari rientrando a fare parte di un attacco più incisivo perché supportato da Verde alle spalle delle due punte di ruolo, mentre i primi due rischierebbero tantissimo di non partire titolari contro i frusinati. Allo studio ci sarà, da parte di Breda, una doppia opzione: cambiare modulo oppure cambiare più di un uomo e mantenere il 3-5-2 di base. All'attenzione del tecnico sarebbe stata posta l' esigenza di essere più incisivi in attacco e al vaglio dell'ex capitano della Bersagliera ci sarebbero un 3-4-2-1 e un 3-4-1-2, con nel primo caso il rilancio contemporaneo di Verde e Soriano dietro Cerri ed un turno di riposo per Raimondo e nel secondo caso Verde supporterebbe il riconfermato duo Cerri-Raimondo. Altro giocatore che senza dubbio non potrebbe stare fuori è il francese Reine-Adelaide, al quale, se le condizioni fisiche lo consentiranno, dovrebbe essere tenuto in caldo uno dei due posti nella mediana centrale della Salernitana, al fianco di Amatucci e a discapito di Caligara.
A Breda si sarebbe chiesto di non guardare in faccia a nessuno evitando di privilegiare, anche inconsciamente, calciatori più conosciuti e fidati, quali appunto il centrocampista ex Ascoli e l'attaccante arrivato a gennaio dal Bologna via Venezia. Non si tratta certo di inseguire lo spettacolo ma di mettere in campo una formazione granata che abbia la giusta dose di qualità ed imprevedibilità, oltre che efficacia offensiva, per puntare ai tre punti, imprescindibili sabato. La classifica è quella nota, e, in quanto tale, imporrebbe attenzione e pragmatismo, ma, se finora giustamente il trainer ha cercato un undici stabile e una solidità dietro, di qui in avanti questo non potrà né dovrà comportare il sacrificio degli elementi di maggior tasso tecnico ed esperienza della rosa. A Carrara mister Calabro ha detto chiaro e tondo, che la Salernitana ha messo alle corde la Carrarese quando sono entrati in campo i giocatori più forti, con annessa conseguente presa di fiducia del gruppo tutto.
In soldoni, già dal Frosinone, ci si arrenderebbe da Breda un atteggiamento diverso a livello di assetto di squadra e soluzioni d'attacco e, specialmente, una considerazione diversa di Verde, Soriano e Reine-Adelaide, da mettere più al centro del progetto granata. Se a Carrara in campo si sono visti vagare almeno due fantasmi, Caligara e Tongya, un terzo, al fischio finale, avrebbe aleggiato allo stadio dei Marmi della città toscana, e parliamo dello spettro di Giovanni Martusciello, tecnico con cui si è visto per larghi tratti un bel gioco e un atteggiamento votato a dominare, o tentare di farlo, le partite, in casa e pure in trasferta. L'ex secondo di Sarri ha fatto i suoi bravi errori, ma non aveva la rosa che oggi troverebbe a Salerno e soprattutto in attacco doveva scegliere tra Wlodarczyk, Simy e Torregrossa, finendo per vanificare spesso e volentieri il buon volume di gioco espresso dalla sua squadra.
Il ritorno dell'allenatore ischitano alla guida della Bersagliera resterebbe non molto probabile ma l' interruzione del rapporto con Petrachi, lo renderebbe al bisogno possibile, e non certo soltanto perché egli figurerebbe tuttora a libro paga di Iervolino. Fiducia a Breda dunque, con tanto di segnale forte, ma la sensazione è che il Frosinone sia molto più decisivo di quanto sia stato fatto apparire. Agli uomini in maglia granata il compito (e il dovere) di dimostrare con i fatti sabato il proprio attaccamento alla città , alla società e a mister Breda stesso, pubblicamente sostenuto e difeso.
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