L'Artemio Franchi di Firenze ha emesso il suo triste ma chiaro verdetto: se dopo poco più di un quarto d'ora la Fiorentina è avanti di due reti sulla Salernitana, con altre occasioni non sfruttate e una superiorità tecnica e dinamica imbarazzante, davvero si comprende come quello della preparazione estiva approssimativa non sia altro che un ennesimo alibi per distogliere l'attenzione dal vero problema dei granata di questa finora disgraziata stagione. La rosa della Bersagliera è purtroppo in molti elementi che la compongono inadeguata alla categoria in cui si milita e tale deficit tecnico, tattico, dinamico e temperamentale viene impietosamente messo a nudo dagli avversari ad ogni contesa. I primi trenta minuti dei viola e buona parte della ripresa hanno dato la sensazione che tra le due squadre vi fossero due categorie di differenza, con la squadra più forte che spadroneggiava e pareva poter segnare ad ogni minimo affondo.

Italiano dispone praticamente di due squadre competitive entrambe, una per le coppe europee ed una per il campionato, che gli consentono il lusso di poter cambiare contro gli uomini di Inzaghi ben otto undicesimi della formazione iniziale che pochi giorni prima ha affrontato e battuto il Genk in Conference League. La Salernitana, che pur ha recuperato numericamente elementi nelle ultime settimane, questo lusso può soltanto sognarlo, bastando a dimostrarlo il calo di rendimento complessivo e di risultati determinato dalla stagione sottotono di elementi determinanti e trainanti lo scorso anno con Sousa. Gyomber, Coulibaly e Dia, dismessi i panni dei marziani e tornati giocatori normali e con i loro acciacchi , hanno rivelato come il resto dell'ossatura fosse stato sopravvalutato clamorosamente in estate da Iervolino, De Sanctis e company. 

Il cammino straordinario della seconda parte del girone di ritorno del 2022/23 rappresenterebbe, quindi, l'eccezione, una parentesi dorata in un contesto generale mediocre e in evidente sofferenza in massima serie. Potere delle prestazioni sopra le righe dei leader del gruppo, con Ochoa, Candreva e Mazzocchi a rinforzo, e dell'effetto cementante di entusiasmo, fiducia e risultati positivi. Non è pensabile che la mancanza di due elementi quali Piatek e Vilhena, esperti ma spesso criticati e giudicati insufficienti a livello di prestazioni, possa tanto aver indebolito la Bersagliera. Più credibile è ribaltare la prospettiva definendo eccezionale il segmento finale dello scorso campionato e poco veritiero sul reale valore del roster campano. Con la Lazio si era sperato potesse essere stata la vittoria della svolta, ma nulla di tutto ciò si sarebbe concretizzato. Quanti siano stati i meriti dei granata e quanti i demeriti dei biancocelesti di Sarri non è mai facile da dire, ma a questo punto i dubbi a riguardo sono legittimi, al netto di un rendimento più elevato della Salernitana in casa grazie all'effetto Arechi.  

Le tre reti sul groppone incassate al Franchi hanno rivelato quanto sia fragile e vulnerabile il club di Iervolino a centrocampo e in difesa, dove ai limiti individuali degli interpreti della retroguardia si aggiunge una protezione quasi nulla della mediana, l'incapacità di fare blocco, difendersi non passivamente e ripartire con gamba e convinzione. Una sola, magra, consolazione giungerebbe dai passi falsi delle avversarie dirette nella corsa salvezza e dalla distanza di sole tre lunghezze dalla quart'ultima. Gennaio per fortuna si avvicina e il mercato di riparazione dovrà caratterizzarsi per un intervento massiccio ed il tesseramento di almeno 5/6 giocatori importanti, come si sostiene da tempo e come ogni maledetto fine settimana conferma.

Sezione: News / Data: Lun 04 dicembre 2023 alle 23:30
Autore: Raffaella Sergio
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