SALERNITANA: una partita di furiosa leggiadria e una botta di adrenalina nel cervello

18.10.2020 20:30 di TS Redazione   Vedi letture
Fonte: il Mattino
SALERNITANA: una partita di furiosa leggiadria e una botta di adrenalina nel cervello
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com

Bum! Bum! Bum! Bum! Quattro gol, due uomini, Tutino e Kupisz, Salernitana di cappa e di spada, di forza e di tecnica, Pisa annientato, 41 e game over senza manco i saluti da mandare alla squadra pisana travolta in maniera netta, violenta; e lui, Claudio da Roma, presidente presidenziale, tuona urbi et orbi «Tifosi arrabbiati con la società per multiproprietà? Tifosi facessero i tifosi, non permetterò mai si sostituiscano alla società». Nzomma, sor Claudio, omo della Eterna Città, ne approfitta per bofonchiare ancora una volta contro chi lo contesta, contro chi lo vede freno e non accelerato per le velleità della città campana. Scuriscono un po' le sue parole una vittoria rigogliosa che non significa né Serie A né Arc de Triomphe ma di certo una botta di adrenalina che si infila nel cervello fino a rallegrarlo di piacere.«Questa è una squadra con cazzimma che può dare belle gioie. Io sto a Salerno e non ho intenzione di abbandonare questa piazza a differenza ciò che si dice in giro». L'ormai celebre cazzimma, diventata un meme da operetta per chi pensa di farne guerra e valore morale, non ha più nulla di negativo, di squallido, di miserabile come pure è ma, depurata di ogni lordume, oggi resta il senso di rabbia e di reazione, di dignità e di determinazione. Le parole appartengono al tempo e come noi cambiano.

La Salernitana ha mostrato soprattutto eleganza caratteriale, ariosità di gioco, ariosità che di rado ha mostrato in questi anni avari, immiseriti da partite indecenti e classifiche pericolanti; nessuno, dopo tanto triste passato, esulta, grida, sogna, il tifoso, quello esecrato da sor Claudio, tace e decide di aspettare le prossime partite; l'amore illude e poi ti abbandona troppo spesso. Talvolta il calcio dovrebbe imparare dai ciclisti che macinano chilometri stando curvi sul sellino, mani attaccate al manubrio, non esultano, non imprecano, ogni tanto si girano a guardare dietro o a stare nel gruppo, se ci riescono, se fosse poi possibile staccare tutti sarebbe cosa felice. Il ciclista, però, anche quando arriva solo al traguardo alza le braccia a pochissimi metri dalla fine, non prima, dopo aver pedalato per centinaia di dolorosi chilometri, insomma non fa alcuna fanfara che a nulla serve se stai per scalare le Alpi o gli Appennini, meglio tenere le mani avvolte al manubrio e spingere in avanti perché verranno crisi di fame, tremori, fatica nei muscoli e nei polmoni.Che bellissima vittoria, dunque, quella contro il Pisa e nemmeno ci va di sminuirne i meriti dicendo che i toscani sono apparsi abbioccati, sarebbe disonesto, è stato invece una furiosa leggiadria a imporre il 4 1 e non una casuale riduzione di potenza dell'avversario. Tutino e Lombardi sono calciatori da Serie A, hanno una trazione verso il futuro, un atteggiamento positivo, un desiderio di stare in campo che rivela la festosa appartenenza a un mondo che ancora viene dall'infanzia. A ciascuno, perciò, la propria polemica, il proprio sogno, la propria opinione e chissà quante girandole ancora ci saranno, quante zone buie e altre luminose come in un tour dantesco, noi ci si diverte per il momento, sono buoni questi giorni in realtà così complicati da virus, decreti, quarantene che squietano e tolgono pace; mani sul manubrio adesso, comincia la salita.