Sembrava iniziato tutto un altro campionato dal pareggio strappato con i denti all'Olimpico di Torino stoppando le ambizioni di vittoria e di Europa di Juric. Sembrava arrivata la ciliegina sulla torta con l'acquisto tanto inseguito e agognato di Kostas Manolas e sembrava potesse edificarsi su una difesa di ferro e di esperienza un'altra grande rimonta da Salernitana Bersagliera. Sembrava la settimana perfetta con un ultimo allenamento a porte aperte, post e commenti social degni del migliore Edmondo de Amicis e soprattutto appariva possibile provare a realizzare il grande sogno romantico di Walter Sabatini di salvare nuovamente la sua amata navicella granata. Tutto bello e perfetto con una organizzazione mirabile che aveva come fine creare per la prima volta quest'anno quel sinallagma d'amore dell'ipse dixit presidenziale di due anni fa.

Poi arriva la partita e si scende in campo in un Arechi positivo, carico e speranzoso come non mai in questa disgraziata stagione e si scopre che la storia non si ripete. Bastano pochi minuti che nasce nel pubblico presente la sensazione di aver sbagliato totalmente cinema e di essere venuti ad assistere ad un altro film, non romantico né a lieto fine. Attenzione, però, la storia non si ripete per la Salernitana e per Iervolino ma si rivela straordinariamente ripetitiva  per Davide Nicola, una storia già scritta, appunto, che sta raccontando l'ennesimo miracolo di un tecnico che trasforma in oro ciò che tocca e che moltiplica i pani e i pesci. La differenza tra Empoli e Salernitana? La sensazione è che stia per gran parte in panchina, non solo per atteggiamento, brillantezza fisica e sicurezza mentale, ma anche per preparazione della gara, correttivi nei novanta minuti e cambi operati.

La stagione che sia maledetta non è minimamente in discussione, un autorete come quello di Zanoli che disegna la parabola perfetta alle spalle di Ochoa non necessita di commenti ma di sacramenti, e l'ennesimo rigore regalato, da noi o dagli arbitri fa poca differenza ormai, non fa più notizia dalle parti dell'Arechi. Dopo la sconfitta del 2022 contro il Torino sotto la grandine la classifica era ancora più disastrosa e le gare restanti pure di meno rispetto ad oggi. Chissà perché, però, oggi lo scenario e il clima suonano distanti anni luce da quel contesto storico, al timone della società c'è tutto un altro Iervolino ed in panchina non c'è Davide Nicola

Sezione: News / Data: Ven 09 febbraio 2024 alle 23:35
Autore: Raffaella Sergio
vedi letture
Print