Hanno fatto un certo scalpore le dichiarazioni senza contraddittorio che Danilo Iervolino ha rilasciato al sito ufficiale pochi giorni fa. Ci mancherebbe, è sicuramente importante aver ascoltato il punto di vista del proprietario dopo mesi e mesi di silenzi. Tuttavia sarebbe stato forse più costruttivo aprire la sala stampa ai giornalisti (e, chissà, anche a qualche esponente della tifoseria) per cercare davvero di capire cosa non stia funzionando e come si possa passare da Cavani, Mertens, Dia al Maradona e il sogno Europa a Stewart, Ikwuemesi, algoritmo e 3-0 a Carrara dopo 45 minuti.
Ad ogni modo hanno fatto discutere tanto le parole rivolte all'ex direttore sportivo Gianluca Petrachi, col quale evidentemente non c'è mai stata sintonia. Petrachi, ovviamente, è tesserato e non può replicare. Lo farà, probabilmente, a tempo debito e a rapporto lavorativo concluso. Stando a quanto raccolto dalla redazione di TuttoSalernitana, però, la verità sulla questione sta nel mezzo e l'ago penderebbe più dalla parte del ds. Perchè il presunto desiderio di trattenere alcuni calciatori deve combaciare con la volontà degli stessi di mettersi in gioco in serie B dopo una retrocessione e in pieno caos.
Tradotto: Daniliuc (come ammise pubblicamente anche Martusciello), Kastanos e Coulibaly ritenevano che il loro percorso in granata fosse concluso e hanno parlato più volte con Petrachi chiedendo di poter andare via. E se proprio la società indica in loro i giocatori dai quali ripartire per tentare la risalita, non si prova a trattare durante un ritiro quantomeno anomalo, ma si inizia a riprogrammare dopo l'1-3 con l'Empoli di un anno fa che segnò la retrocessione della Bersagliera in cadetteria.
E se poi il diktat è quello di "bonificare" e di "abbassare il monte ingaggi altrimenti non si acquista", è logico che un dirigente "sacrifichi" qualche elemento che in B, sul piano tecnico, avrebbe spostato gli equilibri, ma che con la testa era già altrove. Il problema di fondo, come detto, è che tra Iervolino e Petrachi non c'è mai stato un feeling particolare.
A quanto pare, il proprietario ex presidente - con il solito intervento di qualche collaboratore - aveva deciso di affidarsi a Rocco Maiorino, con Toscano in panchina. Petrachi sarebbe stato scelto direttamente dagli esponenti della Brera Holdings in fase di trattativa, con il pieno avallo dell'amministratore delegato Maurizio Milan, ma con l'ostracismo di altre figure influenti. Una volta saltata la cessione della società, tutti hanno deciso di proseguire il proprio percorso senza passi indietro nè ribaltoni che sarebbero stati deleteri su una programmazione già partita a singhiozzo.
E poi la questione allenatori. Come noto Petrachi aveva scelto prima Sottil, poi Fontana. Martusciello fu sondato in un secondo momento, solo dopo il no a Fontana che era ormai in procinto di firmare il contratto. Colantuono è stata invece idea logica e convinta, frutto anche della necessità di preservare il budget investendolo a gennaio su un calciatore forte piuttosto che su un secondo tecnico a novembre. In fondo i due avevano lavorato insieme, il mister conosceva profondamente la rosa e l'ambiente e c'erano i presupposti per dare una mano alla Salernitana.
Qualcosa si è rotto già dopo Brescia, con le dimissioni di Colantuono. Post Catanzaro, quando il passo indietro dell'allenatore divenne ufficiale, accadde qualcosa di insolito ed emblematico, con comunicazioni interrotte con il ds in carica e un lungo confronto tra la società e Colantuono utile a capire quali fossero i reali problemi di una Salernitana sempre più verso il baratro della serie C.
Nelle 48 ore pre-esonero, Petrachi stava comunque continuando a lavorare proponendo quattro nomi alla società per rinforzare la squadra: l'esterno Azzi, il centrocampista Mazzitelli e gli attaccanti Cerri e Keita Bald, con il quale sotto traccia andava avanti da tempo una trattativa utile ad ufficializzarlo già il 3 gennaio alla riapertrura del mercato. In un secondo momento sarebbe arrivato un difensore centrale, anche perchè probabilmente uno tra Bronn e Ferrari sarebbe stato ritenuto sacrificabile in virtù di un girone d'andata non all'altezza delle aspettative.
La divergenza sulla scelta del successore di Colantuono, però, fu la classica goccia che fece traboccare il vaso. Iervolino stava ragionando su Maran e avrebbe chiesto a Petrachi di scegliere tra lui, Semplici e Breda. Tre nomi che, per motivi diversi, non stuzzicavano la fantasia di chi aveva già fatto un tentativo - a vuoto - per convincere Vincenzo Vivarini, reduce dall'esonero di Frosinone ma desideroso di prendersi un periodo di pausa per metabolizzare un flop del tutto inatteso alla guida dei ciociari.
E la questione dei 5 milioni? C'è chi dice che Petrachi, strategicamente, avesse rilasciato quella dichiarazione per spingere la proprietà a uscire allo scoperto rivelando la vera entità dei soldi a disposizione. E c'è chi assicura che, a differenza dell'estate precedente, avrebbe fatto un passo indietro se non avesse avuto garanzie, autonomia e carta bianca. Tutte cose che hanno acuito il reciproco malcontento spingendo Iervolino ad affidarsi a Valentini. Con spese a gennaio molto inferiori a ciò che era stato promesso anche nell'incontro con i tifosi.
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