Inizierà a breve la conferenza stampa di presentazione di Serse Cosmi, nuovo tecnico della Salernitana che ha sostituito l'esonerato Giuseppe Raffaele. Potrete seguire la diretta testuale qui su TuttoSalernitana, per restare aggiornati basterà premere il tasto f5
Ore 10:40 - Inizia la conferenza stampa, il primo a parlare è l'amministratore delegato Umberto Pagano: "Anzitutto voglio ringraziare il tecnico Giuseppe Raffaele per il lavoro che ha svolto. Oggi inizia una nuova era e questo percorso sportivo è affidato a un allenatore del calibro di Serse Cosmi. Sono qui per sottolineare che la società non ha fatto mancare nulla in termini di sacrificio economico. Sono stati fatti tutti gli investimenti necessari. In merito ad alcune notizie giornalistiche che sono circolate in queste ore dico che nulla è fatto e che siamo tutti concentrati per il raggiungimento del massimo risultato possibile. Siamo a un passo dal Catania e la rosa è competitiva".
Tocca poi al direttore sportivo Daniele Faggiano: "Anche io ho letto alcune notizie e credo che non bisogna destabilizzare l'ambiente. Le notizie veicolate per fare cinema non mi piacciono. Sicuramente è un momento molto complicato perchè i risultati non stanno arrivando. So io quali sono gli sforzi che fa quotidianamente Danilo Iervolino e quanto ci tenga alla Salernitana. Quanto all'esonero di Raffaele,l'altro giorno ho fatto quella chiamata che mai avrei voluto fare. Dispiace sempre tanto e rivolgo un pensiero a lui e a mister Ferrari. Purtroppo queste cose fanno parte del calcio e oggi presento Serse Cosmi. Senza dubbio anche io ho commesso qualche errore e mi assumo le mie responsabilità".
Parola poi a Cosmi: "Ero a Milano, gli ho detto che sarei arrivato subito a Salerno. Non voglio parlare come tanti allenatori e giocatori che parlano di "coronamento di un sogno", non mi piacciono le frasi fatte. Però vi posso assicurare che ogni volta che venivo qui da avversario dicevo ai miei collaboratori che lavorare qui sarebbe stato veramente gratificante. Quando è arrivata la chiamata ho avvertito una scarica di adrenalina pazzesca, è una bella sfida che prendo con enorme entusiasmo. Devo ringraziare la proprietà perchè il cavallo di razza deve morire in pista e avevo una voglia incredibile di tornare ad allenare.
Vi assicuro che mi sento più carico di quanto immaginassi, come se avessi interrotto l'ultima esperienza lavorativa ieri ripartendo dal posto migliore possibile. Ora ho un pizzico di saggezza in più senza perdere la mia irrazionalità. Ho fiducia in me stesso e in questa città. La società si esprime nella sua città. Salerno dà tanto, ho girato da allenatore per tanti motivi e la tifoseria granata è esempio per passione riconosciuto in tutta Italia. La mia vita è basata sulla passione e qui mi troverò benissimo. Non ho chiesto impegno, ma dedizione. E' un concetto più profondo e importante. Voglio sacrifici personali costanti, con forma profonda di attaccamento che va oltre il dovere. In una parola è racchiusa la mia mentalità ed è quello che pretenderò da ogni singolo calciatore. Chi non capisce il momento e quanto sia privilegiato a indossare la maglia granata non gioca. La gente ora non è soddisfatta e lo esprime con forza, ma questo è sinonimo di un amore incondizionato".
Che idea si è fatto della squadra in questi primissimi giorni?
"Essere terzi non vuol dire non sia stato fatto un buon lavoro, le impressioni sono migliori rispetto a quanto mi aspettassi. Torno in C, mancavo dal 1999, e vi assicuro che mi sembra di allenare strutturalmente e fisicamente calciatori di categoria superiore. E' un gruppo di qualità e non siamo poi così distanti, per valori, da Benevento e Catania. Non spetta a me dire perchè siamo terzi, io voglio fare il meglio possibile e vincere le partite. Credo che ci siano le potenzialità per finire la stagione meglio. Ora devo capire dov'è la fregatura: sono forti, hanno fisicità, ci sarà forse un po' di polvere sotto il tappeto e toccherà a me capire cosa non abbia funzionato. E certo il problema non era Raffaele, che saluto e capisco come si stia sentendo in questi giorni. Aggiungo: qualcuno dice che sono vecchio. Ricordo che tra i "vecchi" ci sono Gasperini, Sarri, Spalletti. Io sono carico a mille e vi dimostrerò che sono tutt'altro che appagato".
Ha già un'idea del modulo da adottare?
"Ho intravisto qualcosa, ho una percezione, ma in questo momento è impensabile avere certezze. A Perugia, in serie A, iniziai la preparazione con lo stesso modulo di Arezzo, però vedevo che c'erano situazioni che non mi convincevano e me ne accorsi proprio contro la Salernitana in coppa Italia. Sono sempre gli interpreti a determinare il gioco. Dopo l'esordio con il 4-4-1-1, su suggerimento di Materazzi, pensammo alla difesa a tre. Affrontammo la Lazio, perdemmo ma disputammo una prova di altissimo livello e per tre anni ho adottato il 3-5-2. Secondo me possiamo farlo bene anche noi. Lavorerò sui mediani, visto che Capomaggio è stato utilizzato anche come difensore centrale. Non siamo a un punto del campionato in cui mi posso permettere esperimenti, per me deve giocare in un solo ruolo. Con il nuovo allenatore tutti si vogliono mettere in mostra perchè si sentivano messi da parte. Non ho molto tempo per capire come partire, ma non so in corso d'opera se potrò variare qualcosa. All'interno di un sistema ci sono le variabili. Ma se ora mi soffermo sulla tattica e sui tre metri in più o in meno viene meno il discorso della dedizione. In campo vanno gli uomini, anzitutto. La formazione viene dopo. So che per voi magari sarà sempre sbagliata, mio figlio è il primo a dirmi che non capisco nulla".
Lavorerà già in ottica spareggi?
"Ne ho fatti tanti di playoff nella mia carriera, ma questi sono una mattanza. 28 squadre, un percorso lunghissimo. La Salernitana è distante dall'obiettivo che si era prefissata, ma abbiamo un vantaggio: utilizzare queste partite non come esperimenti, ma come qualcosa che a livello emotivo ci porterà a giocare gli spareggi alla grande e con una situazione morale forte. Mentalmente sono già concentrato per essere pronti ad affrontare al massimo quelle partite, ma non vuol dire che giocheremo in modo stupido quello che resta perchè è dal presente che arriverà un buon futuro. La componente psicologica conta tanto".
Basterà la dedizione per risolvere i problemi?
"I tifosi la dedizione ce l'hanno nel sangue, a differenza di allenatori e calciatori. Voglio attaccamento costante e appassionato che vada oltre l'impegno. In una frase c'è tutto il mio pensiero. Bisogna andare oltre il sacrificio personale, voglio di più da tutti. E non deve essere visto come un sacrificio. Nel momento in cui è solo un mestiere non scenderai mai in campo. E' un gioco e se non metti dentro queste qualità non giocherai mai bene e a lungo. Poi eventuali problemi di natura tattica li affronteremo giorno dopo giorno. Io la squadra l'ho trovata bene fisicamente, con qualità. Ma devo capire la fregatura".
In ottica playoff prevedete un richiamo di preparazione fisica?
"Qui ho ritrovato Manuel De Maria che è uno dei miei collaboratori storici. Mi fido di lui. Secondo me è un problema mentale. Se non stai bene di testa sembri scoordinato, fai una corsa in meno. Il cervello comanda tutto. L'occhio per capire se una squadra sta bene o male ce l'ho ancora. Non sentirete mai una parola prima che non abbia parlato con i calciatori, quello che sto dicendo a voi l'ho detto anche a loro. Quando sarò particolarmente arrabbiato con lo spogliatoio lo riferirò anzitutto al gruppo".
La sua presenza in panchina può rivitalizzare Golemic?
"L'ho avuto a disposizione a Crotone, anche se per poche partite. Mi fidavo di lui, un po' meno del resto della difesa. E' stato contento di ritrovarmi, sono contento anche io di averlo nella squadra. E' un professionista serio e davvero un bravo ragazzo".
Quanto può dare Scurto alla Salernitana?
"Pur di venire qui a Salerno ho fatto una call sul treno regionale che partiva da Milano. Non potevo parlare ad alta voce, col rumore dei vagoni nelle orecchie. Ve lo racconto per fare un sorriso tutti insieme. C'era la necessità di trovare un collaboratore ed erano stati fatti alcuni nomi, ma il direttore mi ha proposto Scurto. Ho parlato con alcune persone che lo hanno conosciuto e tutti mi hanno detto che è anzitutto una grande persona. Poi ci siamo informati delle caratteristiche professionali, sono molto felice in questi primi giorni che sia con me perchè ogni allenatore ha bisogno di avere tutto sotto controllo e avere un uomo di campo più dinamico di me a disposizione è di supporto. Ha guidato diverse Primavere importanti e ha un suo metodo da allenatore vero".
Sta pensando al Catania?
"Sin dal primo momento in cu ho avuto l'ok del presidente. Penso a tante cose, ma la partita è la cosa più attendibile per me. Non sono uno degli allenatori che dice "io i giornali non li leggo", così come guardo la classifica che per me è la Bibbia. Sono cronologicamente fuori moda. So quello che bisogna fare per migliorarla".
Il contratto prevede clausole?
"Non ho mai parlato di cifre". Interviene Faggiano: "Abbiamo valutato una serie di nominativi. La sera prima dell'esonero, quando c'era ancora indecisione, ho contattato il mister sondando la sua disponibilità. Ha detto subito di sì. Quando abbiamo deciso di sollevare Raffaele dall'incarico ho avuto l'ok del patron gestendo un certo tipo di budget. "Datemi vitto e alloggio" è stata la sua risposta. Scherzi a parte, ho avvertito subito la voglia assoluta di venire ad allenare la Salernitana. Ho trasmesso questo sentimento alla società".
Che idea ha di Danilo Iervolino e che esperienza è stata quella da opinionista?
"Non ho mai dato giudizi sulla persona quando facevo l'opinionista, a me piace parlare di calcio. Certo, c'è il desiderio di conoscere la persona. Con i direttori e i presidenti ho sempre cercato un rapporto diretto: la distanza è nei ruoli, ma come gli uomini siamo destinati a confrontaci, a ridere, a scherzare, ad arrabbiarci, a stare insieme per la stessa causa. Ho intuito che è molto dispiaciuto per la situazione perchè si rende conto di aver dato tanto, e non solo economicamente. Parlare con un uomo e non con un fondo è importante. Sto notando organizzazione ottima, dai magazzinieri al primo dei collaboratori.
Sulla mia esperienza in tv, ho letto che io non avessi più voglia di lavorare perchè non mi riconosco in questo calcio. Io credo che ci sia un errore: avevo voglia di tornare in pista, e lo ringrazio per avermi chiamato, ma volevo un'occasione che non fosse una missione. Questa è una sfida, è diverso. La mia vita è il calcio, lo spogliatoio, il campo. Ho fatto altre cose perchè ne avevo voglia, ma dentro c'è lo stesso fuoco di sempre. Anzi, di più. Il giorno che darò l'addio a questo sport lo comunicherò e lo farò con un'amichevole. Ero pronto a tornare in presenza di un'occasione importante. Il Rijeka mi ha tenuto fermo, sotto contratto, pur avendo l'accordo con un altro club. Sostanzialmente sono fermo da due anni".
Che musica ha fatto ascoltare alla squadra?
"Ecco, nella musica dobbiamo migliorare. In palestra la presa era rotta. A me piace molto ed è la colonna sonora importante della nostra quotidianità. E giudico i calciatori anche dalle canzoni che ascoltano".
Che idea si è fatto della serie C?
"Non è certo detto che la terza del girone meridionale potesse dominare negli altri gironi, ma il nostro è veramente tosto. Nel raggruppamento primeggia l'Arezzo, piazza nella quale ho lavorato cinque anni e con un allenatore che è stato un mio allievo. C'è un livello diverso. Io mi ritrovo molto nella mentalità di realtà come quella di Salerno".
C'è qualche crepa all'interno dello spogliatoio e qualche calciatore che ha il morale sotto i tacchi?
"Quando si cambia allenatore si "livella" tutto, per usare un'espressione alla Toto. Quindi nemmeno il più bravo psicologo del mondo può cogliere dissapori. Io non ho visto un ambiente scollegato nei rapporti, ma da quando esiste il calcio chi non gioca non è contento. Non a Salerno, in tutto il mondo e in tutte le società. E chi dice che va bene uguale fa finta. Però lo scontento deve proporsi nel modo giusto, spingendo l'allenatore a chiedersi se stia sbagliando. Il campo è sempre il giudice supremo, è questa la loro fortuna perchè c'è un rettangolo verde che decide. Ieri sono stato chiaro: non considero tutti uguali, altrimenti sarei un ipocrita. Per carriera, cose fatte e meriti sportivi qualcuno ha dentro cose che altri non hanno, ma nessuno deve sentirsi titolare o riserva. Domenica devo mandarne in campo undici e se chi sta fuori la interpreta come una scelta definitiva sbaglia .Se invece si rimette in discussione dall'allenamento successivo sarà preso fortemente in considerazione".
Si chiede a Pagano quali siano le ambizioni del patron Iervolino e quale sia la sua voglia di restare a Salerno: "La risposta sta nei numeri. Iervolino è il presidente che ha investito di più a Salerno. Abbiamo un monte ingaggi tra i più alti della categoria e questo testimonia la sua voglia di essere presente e per creare le condizioni per vincere. E' vittima di gravi e sbagliate contestazioni. I risultati sportivi non lo hanno premiato, ma nessuno può dire non abbia fatto di tutto. Nella vita si può anche perdere, ma è stato capace di dare solidità alla società. Forse siamo i più forti in C sotto questo punto di vista. Abbiamo una rosa che ci permetterebbe di fare tranquillamente la serie B".
Sulla cessione del club: "Oggi è uscita una notizia e faccio un ragionamento. Il fatto che esca nel giorno in cui c'è la conferenza stampa dell'allenatore fa riflettere. Oggi abbiamo un uomo che mette al centro del proprio ragionamento la dedizione, non è un concetto banale ma fondamentale che è alla base di ogni cosa. Seconda riflessione: non c'è nulla di vero in ciò che state leggendo. Anche negli anni precedenti hanno accostato acquirenti alla Salernitana, ma la gestione finanziaria del club non è banale e non tutti se lo possono permettere. Non immagino quanti imprenditori la potrebbero sostenere. Abbiamo un'organizzazione di club di serie A, a partire dal centro sportivo e paga gli stipendi anticipatamente con debiti ripianati. E tutto ciò è possibile grazie a Iervolino. Faccio un appello affinché si abbassi la tensione, senza positività non si vince. Le chiacchiere da bar non aiutano, la pressione riduce la capacità dei giocatori di produrre. Chi viene qui sa che la piazza è importante, sia chiaro, ma bIsogna creare le condizioni per vincere. Solo così raggiungeremo grandi risultati"
Ci saranno iniziative per incentivare i tifosi?
"Non credo che siano distanti, è sbagliato. Noi abbiamo sempre le braccia aperte verso i tifosi, siamo aperti al dialogo e qualunque iniziativa ci proporranno sarà sempre finalizzata a tenerli al nostro fianco perchè sono un fondamentale valore aggiunto. Ogni domenica facciamo entrare centinaia di giovani gratis o gli studenti, con abbonamenti e biglietti a prezzi mediamente più bassi rispetto agli standard della categoria. Io vedo la piazza profondamente innamorata, pur arrabbiata".
Si chiede a Faggiano come stia Inglese: "I medici temevano difficoltà a livello motorio, oggi invece siamo emozionati perchè sta più avanti rispetto a quanto si immaginava. Nello spogliatoio è un uomo importante, nel gruppo non ci sono incomprensioni se non un po' di scoramento perchè c'è consapevolezza si potesse fare di più. In generale posso dire che non è vero che fisicamente stiamo male, a Cerignola abbiamo corso fino alla fine. Io faccio una chiosa su Iervolino: lo difendo per impegno e voglia. Trovare un imprenditore e non un fondo è un punto di forza. Non dico ai tifosi quello che devono fare: ci incitano per 100 minuti, vanno ringraziati. Qualcuno con gli articoli ci marcia, se c'è un confronto vorrei non si facesse attraverso i siti. Io proverò a portare a termine il mio lavoro, spinto dalla passione del club. Lavoro, non sono mercenario. Veniamo additati come deficienti e incompetenti, io sono laureato e ho studiato la strada. Sparare a zero contro Iervolino e Faggiano vuol dire attaccare la Salernitana ed è come se toccassero mia figlia. Oggi presentiamo il mister e leggo l'articolo sulla vendita della società. A che serve? Noi ci mettiamo la faccia e non mi va che mi prendano in giro. Il capo-popolo si scioglie".
Ore 11:50 - Si chiude la conferenza stampa, con qualche polemica (ancora una volta) sulle parole del direttore sportivo
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