Salernitana e Catania non si affrontano all’Arechi da un bel po’ di tempo, percorsi sportivi diametralmente opposti e inversamente proporzionali visto che i successi dell’una corrispondevano alle disgrazie calcistiche dell’altra. Indubbiamente la gara che è rimasta maggiormente impressa nella mente e nel cuore della torcida granata è quella del 22 maggio 2005, quando in 18mila affollarono gli spalti per spingere la Bersagliera verso un successo fondamentale in chiave salvezza.

La società aprì la curva Nord a 5000 studenti che, col prezzo simbolico di 50 centesimi, ebbero la possibilità di assistere alla gara. La sfida fu accesissima, ricca di falli e di interventi duri. La sbloccò Ferrarese, approfittando di una indecisione di Polito e di tutta la difesa etnea. Nella ripresa, dopo aver fallito una serie di occasioni per raddoppiare, la Salernitana rischiò la beffa a causa del rigore regalato agli ospiti per un fallo di mano del tutto involontario di Polenghi. Mazzoleni scatenò il putiferio sugli spalti, con oggetti che volarono in campo, fischi assordanti e qualcuno che minacciava l’invasione in segno di protesta. Jeda, sotto lo sguardo severo di Fresi, colpì la traversa e graziò la Salernitana: 3 punti che risultarono decisivi quanto illusori, visto che le aule di tribunale cancellarono quanto stabilito dal rettangolo verde.

Salernitana e Catania si sono ritrovate due volte anche in coppa Italia. In 15mila per l’esordio di Zeman, un 3-0 netto con la rete di Mascara e un altro penalty fallito dagli ospiti. 2-1, invece, con Ammazzalorso, in uno stadio gremito e che sognava la serie A dopo la presentazione in grande stile al Vestuti e i tre gol rifilati all’Avellino in 9 minuti. Doppietta di Palladino su doppio assist di Bombardini e sensazione che stesse nascendo uno squadrone. L’anno prima il Catania vinse per 1-2 all’Arechi, con la Salernitana ancora in rodaggio dopo il ripescaggio in extremis.

Illusorio fu il gol di Tulli nella ripresa, nel finale Squizzi fu protagonista con una serie di parate decisive su Caputo e Di Vicino negando la gioia di un pareggio che sarebbe stato complessivamente meritato. 0-0 nel 92-93 (in panchina c’era Sonzogni), analogo risultato nel 2002-03 quando in 20mila si recarono allo stadio pur con una classifica che sapeva di condanna alla retrocessione. Solo un successo avrebbe quantomeno riacceso la fiammella della speranza e con Varrella erano arrivati quattro risultati utili consecutivi e contro squadre forti come Lecce, Livorno, Genoa e Palermo. Non accadde invece praticamente nulla, anzi solo le parate in bello stile di Nigmatullin evitarono il ko

Sezione: Pillole di Storia / Data: Mer 25 febbraio 2026 alle 20:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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