All’esordio di Serse Cosmi, la Salernitana ha scelto la strada della continuità tattica, schierandosi con il 3-4-1-2 contro il Catania. Una decisione pragmatica, prima sistemare l’equilibrio, poi pensare al resto, considerando anche i pochi giorni a disposizione el neo allenatore granata. In fase di non possesso i granata hanno lavorato bene con le linee strette, evitando di concedere eccessiva profondità nella parte centrale.

Il Catania ha provato a sviluppare soprattutto sulle corsie, cercando ampiezza e inserimenti, ma la difesa a tre ha retto l’urto con discreta attenzione, grazie anche al cambio tattico del secondo tempo, quando i campani sono schierati quasi col 4-4-2 (Anastasio e Villa a sinistra, Berra e Quirini a destra. Importante il contributo degli esterni nei ripiegamenti e infatti Donnarumma e Casasola nei secondi 45 minuti si sono visti meno rispetto alla prima frazione di gioco.

Diverso il discorso in fase di possesso. La costruzione è stata spesso lenta e prevedibile, con pochi uomini tra le linee e scarsa occupazione dell’area. Achik ha faticato a trovare spazi puliti e il gioco si è sviluppato più per iniziative individuali che per trame consolidate. Le distanze tra centrocampo e attacco, in alcuni frangenti, sono sembrate eccessive. Il risultato finale racconta proprio questo, squadra ordinata e compatta, ma ancora poco pericolosa negli ultimi metri e non è un caso che i migliori in campo sono stati i difensori mentre non è stata una giornata facile per gli attaccanti (Lescano, Molina e Achik su tutti). La base difensiva è comunque solida, il prossimo passo sarà dare maggiore fluidità e imprevedibilità alla manovra offensiva.

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 02 marzo 2026 alle 15:00
Autore: Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023