La Salernitana ritrova il sorriso e torna a convincere. Il netto 3-0 rifilato al Casarano nell'ultimo turno rappresenta molto più di una semplice vittoria: è un segnale forte, un lampo di consapevolezza per una squadra che sta finalmente trovando la sua identità offensiva. Merito soprattutto di Lescano e Molina, i marcatori del match che possono diventare i pilastri su cui costruire la seconda parte di stagione.
Se questo duo (insieme al bravo Ferraris e al volitivo Ferrari) cominceranno a garantire gol con la stessa regolarità, i playoff non sono più un miraggio ma un obiettivo concreto, sostenibile. La Salernitana può ancora dimostrare di avere le armi per competere in questo campionato, il gioco non è ancora esaltante, anche dopo essere passata in vantaggio, ma la prestazione volitiva contro il Casarano ci fa ben sperare finalmente. Quando la fase offensiva gira e i movimenti diventeranno più sincronizzati, i granata potranno ritrovare il coraggio di giocare con maggior disinvoltura. Gli schemi di gioco sono solo abbozzati se non latitanti, ma la determinazione dei calciatori fa ben sperare.
Eppure, proprio nel momento in cui la squadra da segnali di vita, si fa largo anche il rimpianto. Un rimpianto che ha il sapore amaro delle occasioni mancate, delle scelte non fatte, di un'estate in cui forse si poteva osare di più. La tifoseria granata, che pure ha protestato dopo la vittoria di ieri, lo sa bene: questa squadra, con rinforzi mirati, con un Lescano fin da subito in estate, avrebbe potuto contendere al duo Benevento e Catania la promozione diretta.
Invece bisogna affidarsi ai playoff. Una strada difficilissima, una lotteria spietata dove tutto può succedere. Il girone finale che porta alla Serie B è un inferno fatto di partite secche, episodi, tensione alle stelle. E alla fine di questo percorso massacrante, solo una squadra festeggerà. Non sempre vince la migliore, non sempre trionfa chi ha meritato di più durante la stagione regolare. Servono nervi saldi, un pizzico di fortuna e la capacità di gestire la pressione nei momenti chiave.
La Salernitana ha scelto, volontariamente o meno, questa strada. Una campagna acquisti più ambiziosa avrebbe potuto regalare ai tifosi il sogno di una cavalcata verso la vetta, la possibilità di tornare in Serie B dalla porta principale. Invece si è optato per la prudenza, per un progetto forse troppo equilibrato per una piazza che ha fame di rivincita dopo le due fallimentari retrocessioni.
Ora tocca a Lescano, Molina, Ferraris e compagni dimostrare che anche con una rosa incompleta si può competere. La vittoria sul Casarano è un punto di partenza, non di arrivo. I playoff sono lì, alla portata, ma servirà continuità, determinazione e soprattutto quella fame che ha illuminato la prestazione di ieri.
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