Chi ci legge con frequenza sa che il sottoscritto non è mai stato tenerissimo con la classe arbitrale. E' sotto gli occhi di tutti che le giacchette nere abbiano commesso errori clamorosi che hanno oltremodo penalizzato la Salernitana, aiutate anche da alcuni organi di (dis)informazione che hanno proposto agli utenti analisi assai parziali e spesso - ci consentano - poco obiettive o affidate a gente non propriamente competente in materia.

Siamo tutti convinti che a Napoli ci siano state situazioni quantomeno rivedibili, che la Juventus abbia avuto benefici dagli sbagli di Guida e che, nel girone d'andata, anche chi era al VAR non ha utilizzato un metro di giudizio coerente. Pertanto va apprezzato il coraggio del presidente Iervolino che, quasi a "reti unificate", è uscito allo scoperto rischiando una squalifica pur di attaccare un sistema che, obiettivamente, va rivisto e non funziona affatto.

CIò detto e ribadendo l'apprezzamento verso chi dice quello che pensa senza aver paura delle conseguenze e dei deferimenti, diciamo anche che il discorso pubblico sarebbe stato perfetto se si fosse concluso con una promessa in ottica mercato e in chiave futura. Per la serie "se avete deciso di penalizzarci, farete i conti con una grande Salernitana". Certo, il ritorno di Sabatini e questi primi tre innesti (per quanto in prestito secco) lasciano ben sperare, tuttavia sussiste tra i tifosi la paura che si voglia spostare indirettamente il tiro su altre questioni.

Perchè se è vero che gli arbitri hanno sbagliato e commesso errori anche inspiegabili nell'era della tecnologia, è altrettanto vero che non sono stati Rocchi e Guida a formare un attacco con Ikwuemesi, Botheim e Stewart, al punto da reintegrare un calciatore che in estate si allenava da solo e che è stato proposto a una marea di società. Nè è colpa di Di Bello o Chiffi se la difesa prende 100 gol in due anni e, la scorsa estate, non si corre ai ripari per tempo.

La verità, come sempre, sta nel mezzo: basta con questa frottola degli episodi che si compensano e degli arbitri italiani tra i migliori del mondo, ma la Salernitana è storicamente penalizzata eppure ha quasi sempre raggiunto gli obiettivi quando aveva alle spalle una squadra forte. O avete dimenticato che si accarezzò un'idea dossier anche l'anno scorso, quando i granata si salvarono quasi con due mesi d'anticipo?

Iervolino fa bene a combattere un sistema che, a suo avviso, non funziona, ma da ultimo in classifica e con una rosa incompleta si rischia per davvero di lottare con i mulini al vento. L'auspicio è che, di base, non ci sia un calo di entusiasmo purtroppo già evidenziatosi con la scelta di operare in entrata in base alle uscite. Lo diremo fino alla noia: come si può passare dai 20 milioni per Pinamonti all'algoritmo?

 Che fine ha fatto il presidente che voleva costruire centro sportivo, stadio, settore giovanile super, squadra da zona sinistra aprendo le porte degli allenamenti? Se oggi Salerno critica è perchè riconosce a Iervolino qualità superiori alla media e perchè ricorda le promesse fatte. E se c'è qualcosa che non va di cui non siamo a conoscenza, basta dirlo pubblicamente. Il coraggio al patron non manca e limitare ogni teorico discorso ai presunti ostacoli posti dalla politica e dalla Regione crea solo confusione.

Ora tutti insieme salviamo la Salernitana, consapevoli che domenica è gara della vita da non fallire e rinviando analisi e processi a fine maggio. Quando, con la serie A in tasca e un clima più sereno, si potrà ragionare meglio. E, magari, ritrovare entusiasmo, stimoli e motivazioni. Ad oggi il percorso di Iervolino resta positivo e il patron è un vincente. Una critica oggettiva e intelligente favorità senza dubbio la crescita collettiva per il bene esclusivo di Salerno e della Salernitana. Intanto...TUTTI ALL'ARECHI!

Sezione: Editoriale / Data: Gio 18 gennaio 2024 alle 00:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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