TS - Orilia: "A 50 chilometri di distanza accadde di tutto dopo la coppa, niente Daspo?". Stoccata a Galliani

30.10.2020 13:00 di Gaetano Ferraiuolo   Vedi letture
TS - Orilia: "A 50 chilometri di distanza accadde di tutto dopo la coppa, niente Daspo?". Stoccata a Galliani

Non è certo un anno fortunato per i tifosi della Salernitana. Dalla chiusura dello stadio al recente accostamento con episodi di cronaca nera passando per la pioggia di Daspo che sta falcidiando i gruppi ultras e scatenando una serie di proteste anche sul web. La redazione di TuttoSalernitana, fortemente convinta che la torcida granata rappresenti un esempio di lealtà sportiva, di passione e di solidarietà al netto di ogni presa di posizione, ha contattato telefonicamente il presidente del Salerno Club 2010 Salvatore Orilia, amareggiato e deluso "per un provvedimento che mi sembra esagerato". I fatti risalgono allo scorso 31 luglio, quando 2-300 persone attesero l'arrivo del pullman della squadra per caricarla in vista della partita decisiva contro lo Spezia. "Distanziamento, mascherine e rispetto delle regole" fu il mantra degli UMS e di tutti coloro che aderirono ad una iniziativa spontanea e coinvolgente. "Ricordo che sperammo fino alla fine nella riapertura dello stadio" prosegue il presidente "ma non fu possibile e ci adeguammo, come abbiamo sempre fatto. La squadra fu felice di vedere tanta gente a sostegno, c'era bisogno dell'apporto della città e della provincia per coltivare il sogno playoff. E' durato poco, i ragazzi rispettarono le regole e mi sembra che non ci furono danni di alcun genere. A 50 chilometri da Salerno, poche settimane prima, ricordo invece migliaia e migliaia di persone che presero d'assalto le strade in piena pandemia e con restrizioni ancor più stringenti. Si parlò di spari, motorini rubati, problemi di ordine pubblico e tante altre situazioni che non hanno nulla a che vedere con lo sport. Perchè in quel caso c'è stato un silenzio generale? Perchè, ultimamente, ai tifosi della Salernitana non perdonano nulla? Le autorità competenti devono fare il proprio lavoro, ci mancherebbe altro, ma da salernitano non potevo non esprimere vicinanza e affetto a questi ragazzi profondamente innamorati della loro squadra del cuore e che, dopo mesi di sacrifici, volevano soltanto applaudire i giocatori". 

Si parla, poi, della più stretta attualità: "Credo che nessuno possa mettere in discussione il cuore dei salernitani, un popolo e una tifoseria che ha sempre pensato agli altri incarnando valori autentici. Proprio per questo preferirei che il signor Galliani parlasse del suo Monza e non della nostra squadra. Si ricordasse del Milan, della nostra retrocessione in serie B e di tutto quello che è successo nelle ore successive. Certi personaggi si riempiono la bocca e professano lealtà sportiva, ma i fatti dicono che la Salernitana è sempre stata una delle più penalizzate. Oggi tutto il mondo del calcio manifesta solidarietà alla Reggiana per i 29 tesserati positivi, a parti invertite ci sarebbe stato lo stesso atteggiamento? La Salernitana è stata vittima di tante cose: regolamenti stravolti all'ultimo minuto, arbitraggi negativi, retrocessioni e fallimenti strani. Nessuno ha detto nulla, ci siamo ritrovati da soli. Mi risulta fossero presenti tutti i presidenti quando si stabilì il 3-0 a tavolino in caso di mancata disputa della gara, compresi Berlusconi e Galliani. Ancora una volta diciamo "giù le mani dai granata". Ogni occasione è buona per creare stupide strumentalizzazioni dimenticando che a noi hanno sempre tolto e mai dato". Anche su questo, naturalmente, concordiamo in pieno.