Tra tutti i ruoli, quello del numero uno è il più affascinante e il meno intelligibile. Il portiere ha un compito di importante responsabilità e di una massima lettura di gioco: è quello che durante una partita ha più tempo per pensare, anche se agisce d'istinto. Ne sa qualcosa Piergraziano Gori, uno che tra i pali è un mix di genio e fantasia, capace di bloccare la sfera con numeri da giocoliere grazie alla forza del pensiero. Salta come una molla e neutralizza gli attacchi avversari, calando la saracinesca. Ghigo, come lo chiamano in famiglia per distinguerlo dal papà Graziano, ha alle spalle una lunga carriera costellata di successi con le maglie del Taranto, Benevento e Nocerina fino ad approdare a gennaio, durante il mercato di riparazione, a Salerno facendo da subito le fortune dei granata. Gli sono bastate solamente 33 presenze per entrare nei cuori dei tifosi della Salernitana. Un osso duro e un combattente in campo. Ma nella vita privata, come si comporta Piergraziano quando lascia i suoi guantoni in borsa? La redazione di TuttoSalernitana.com l’ha chiesto a sua moglie, Ilaria Conte (VEDI FOTO).
Come è nato il vostro amore?
“Ci siamo conosciuti da ragazzi. Io avevo appena 15 anni e lui 18, la mia casa e la sua distano 50 metri... Forse eravamo proprio destinati ad incontrarci. Il nostro è stato un amore a prima vista! Sembra solo ieri eppure sono già trascorsi sedici anni da quel lontano 1998 e n’è passata d’acqua sotto i ponti, ma l’emozione di quel momento è ancora viva dentro di me! A dicembre con molta gioia ed entusiasmo festeggeremo dieci anni di matrimonio”.
Quando vi siete fidanzati sapevi già che era un calciatore?
“Sì, perché eravamo vicini di casa, quindi ero a conoscenza che lui giocasse nelle giovanili del Taranto, ma io non ho dato mai peso alla cosa perché anch’io sono una sportiva... lo consideravo uno sport qualsiasi! A quel tempo lui stava muovendo i primi passi nel mondo del calcio e non era ancora un giocatore affermato, e io giocavo in una squadra regionale di pallavolo in Serie D. All’epoca era appena un diciottenne e come me amava semplicemente divertirsi, inseguendo la propria passione per il calcio e io per la pallavolo”.
Seguivi il calcio anche prima di sposarti con Piergraziano?
“Sì, da piccola andavo spesso allo stadio con mio padre e mio cugino a seguire la squadra del Taranto”.
E’ difficile la vita coniugale con un calciatore?
“No per niente! Bisogna solo avere spirito di sacrificio, adattamento e rimboccarsi le maniche dato che non abbiamo una fissa dimora. Siamo sempre in movimento alla scoperta di posti nuovi... Questa cosa ha il suo fascino! Infatti, ci capita spesso di spostarci da una città all’altra e così abbiamo l’occasione di visitare posti nuovi . Girare è un piacere!”
Com’è Piergraziano nella veste di papà?
“Bravissimo, è un papà eccezionale! Nonostante i suoi impegni calcistici è molto presente e sempre attento a non far mai mancare il proprio affetto. Si diverte a farle giocare e a strapazzarle di coccole... Giorgia e Laura stravedono per lui!”
Sei mai stata all’Arechi insieme alle bambine?
“Sì, un sacco di volte. Siamo le sue prime tifose e anche da lontano non facciamo mancare il nostro sostegno. Spesso siamo presenti all’Arechi e abbiamo seguito la squadra anche in trasferta per tre volte contro Foggia, Martina Franca e Benevento. Fino ad ora abbiamo saltato solo la penultima gara interna persa 3-1 contro il Lecce e l’ultima contro il Catanzaro, questa volta vinta 2-1. Purtroppo quest’anno sarà più difficile seguire tutte le partite poiché capiterà spesso e volentieri che anch’io dovrò giocare nello stesso giorno. In questi anni non ho smesso di giocare e continuo a far parte della squadra del Benevento Volley in Serie D, la quale disputa le gare di sabato. A malincuore salterò anche il derby con la Paganese perché sarò impegnata in un incontro in provincia di Salerno, ma sarò poco distante dall’Arechi”.
Giorgia e Laura come reagiscono vedendo il papà in campo?
“Sono molto orgogliose del loro papà. Giorgia quando lo inquadrano in tv si incanta a guardarlo e urla a squarciagola: “Vai papà bloccale tutte... Sei grande” . In quelle occasioni sembra di stare allo stadio con una tifosa sfegatata, ma allo stesso tempo, entrambe sono terrorizzate dall’idea di una sconfitta perché temono un ritiro punitivo da parte del mister e di conseguenza l’assenza in casa di Piergraziano per un paio di giorni. E’ successo in passato e dall’ora sono rimaste traumatizzate e anche al solo pensiero di vedere il papà giù di morale”.
Fra le mura domestiche parlate anche di calcio?
“Sì, ma non eccessivamente. Piergraziano cerca sempre di distinguere la vita professionale da quella privata, lasciando le questione calcistiche allo stadio”.
Un pregio e un difetto di Piergraziano?
“E’ buono, simpatico, altruista e molto umile. Poi per quanto riguarda i difetti, non saprei, sono tanti, superano i pregi! Sicuramente quello che più mi balza alla mente è che è troppo autocritico e duro con sé stesso. Non dà nulla per scontato e rimugina sempre su ciò che fa. Riflette molto sugli errori che commette sia dentro e fuori il campo e quando ci pensa sta male. Dovrebbe prendere le cose più alla leggera ma proprio non ci riesce... E' più forte di lui! E’ fatto così, prende le situazioni troppo sul serio! E poi è molto diverso da me! Io sono più espansiva, amo uscire e fare delle lunghe passeggiate mentre lui adora di più stare a casa. E’ un solitario, preferisce evitare la confusione e i rumori della strada per godersi la tranquillità e la serenità della nostra casa. Potrei dire di aver sposato un pantofolaio!"
Piergraziano ha un sogno nel cassetto?
“Mmmm... Penso che arrivato a quest’età sia un po’ difficile che possa avere un vero sogno nel cassetto. Di solito sono i giovani a volare con la fantasia sul proprio futuro. Però di una cosa sono certa lui è un vincente... La fame di vittoria c’è l’ha nel DNA. Quindi posso affermare con certezza che il suo chiodo fisso sia proprio quello di ottenere sempre il massimo con qualunque maglia indossi e in questo caso perché no vincere il campionato di Lega Pro con la Salernitana”.
E’ una persona scaramantica? In campo porta con sé un portafortuna?
“No, perché entrambi non siamo scaramantici. L’unica cosa che fa sempre è quella di chiamarmi un paio di ore prima del fischio d’inizio di ogni partita: vuole e pretende il mio “In bocca al lupo!"
C’è una cosa che non gli hai mai detto?
“No, gli ho sempre detto tutto, per lui sono un libro aperto! La cosa che costantemente gli ripeto è quella di comportarsi sempre bene con tutti ed essere sincero”.
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