Durante il suo intervento all'interno della trasmissione 'A Tutta C', su TMW Radio, il tecnico Ciro Ginestra ex attaccante della Salernitana, ha parlato degli stipendi dei calciatori che in Serie C sono assolutamente normali: "Questa è una cosa di cui parlo sempre con i miei calciatori perché poi chiedono, perché comunque ho avuto la fortuna di fare questo mestiere per tutta la vita e l'ho fatto anche a buoni livelli e quindi mi chiedono cosa fare quando smetti di giocare se non hai la fortuna di continuare con un altro mestiere. Nel calcio smetti a 35-36 anni, a livello lavorativo tra virgolette sei vecchio per entrare in un'azienda per entrare in un qualcosa che poi soprattutto non lo sai fare perché hai dedicato una vita nel tuo sport.  Sicuramente ti ci vorrà qualche anno per ambientarti in più a livello economico ti sarai comprato una casa, avrai avuto una macchina per 10 anni ed è finito tutto quello c'era prima. Parlo di gente che ha la testa, perché c'è gente che non ha neanche la testa a fine carriera non si trova neanche la casa.

Faccio l'esempio di Riccardo Perpetuini che ha giocato con me alla Salernitana, ha smesso di giocare a 27 anni e oggi è uno dei dentisti più importanti in Italia, ha scelto un'altra cosa perché il papà era un dentista e ha capito di dover prendere un'altra strada. Avere delle famiglie dietro che ti danno una possibilità di capire anche oltre al calcio, che poi diventa anche passione, io l'ho fatto per tutta la vita e oggi togliermi da un campo di calcio è come togliermi da mangiare e da bere, ma penso che sia normale per tanti ragazzi che fanno questo mestiere. Un calciatore si approccia a questo mestiere e il guadagno è importante perché tu lavori 15 anni, se ti va bene riesci a mettere da parte più possibile, se non hai vizi riesci a vivere in una maniera normale ma ci sono tanti calciatori che hanno difficoltà anche a vivere perché probabilmente non sono stati bravi a gestirle e non è una cosa semplice perché poi la testa fa la differenza.

Quando giochi credi di essere un supereroe, quando smetti di giocare restano sì e no due persone al tuo fianco se hai avuto la fortuna di avere una compagna che hai creato un qualcosa di serio ce l'hai ancora altrimenti anche quella ti molla. È giusto che uno meriti quello che si crea, quello che si costruisce, perché secondo me la vita non ti regala niente, perché c'è disciplina, ci vuole costanza per diventare degli atleti, perché poi fondamentalmente sei una fabbrica di te stesso, devi mantenere il corpo, devi cercare di fare una vita da professionista e quindi quando è giusto che questi calciatori arrivano ad altissimo livello, perché c'è un lavoro dietro straordinario, partendo dalla famiglia, da arrivare a tutte quelle persone che lo circondano, altrimenti non ci arrivi ad alto livello".

Sezione: News / Data: Lun 22 giugno 2026 alle 14:30
Lorenzo Portanova
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