L'ex portiere della Juventus Michelangelo Rampulla, ex preparatore dei portieri della Salernitana, ha rilasciato alcune dichiarazioni al portale gianlucadimarzio.com in cui parla del Memo Ochoa: "Il nostro è stato un incontro improvviso. Nessuno pensava di vederlo mai a Salerno. Quando De Sanctis mi ha chiesto se fossimo interessati...beh, ti lascio immaginare la mia risposta. Eravamo entusiasti e ci ha reso entusiasti". Promotore dell'operazione, anche Fabrizio Ravanelli, che aveva allenato Ochoa all'Ajaccio: "Sì, gli abbiamo chiesto un parere, e ci ha detto subito che, oltre a essere un fuoriclasse, era addirittura meglio come persona. Pensate che lui è arrivato il 23 dicembre e il 24 era già in campo con i guantoni. Abbiamo saltato solo il giorno di Natale, per farvi capire che tipo di professionista fosse. Del resto, quando alleni determinati campioni, tutto diventa più semplice. Non solo nelle esercitazioni ma nel modo di porsi, nel confronto e nel messaggio che trasmetteva ai compagni.

Buffon? Gigi era più guascone, più giocherellone, mentre Ochoa era riflessivo, positivo, tranquillo. Ma entrambi hanno la testa del fuoriclasse, qualcosa che non si può spiegare a parole, ed è questo il segreto della loro longevità. Di Ochoa ho invidiato la reattività. Perché per il resto mi sono sempre ritrovato nella sua calma, nella sua capacità di dominare l'area piccola, ma anche nella validità tecnica. Ognuno prende dal suo idolo: io mi ispiravo a Zoff, ma amavo anche Albertosi. Ochoa era più vicino a Dino, sotto questo aspetto, perché non urlava mai e si poneva sempre con umiltà. Lui però rispetto a me non ha mai segnato! Ma forse è meglio così: quando un portiere sale significa che gioca in squadre che soffrono. In ogni caso, è sempre necessario farsi trovare pronti.

Quando sono andato via, dopo l'esonero di Paulo Sousa, mi ha pregato di restare, ma non ha mai provato rancore nei confronti del mio successore. Ci siamo visti e sentiti. Lui è una persona squisita, rispettosa dei ruoli e delle decisioni. Mondiale? Ricordo che mi disse testuali parole: voglio giocare il sesto mondiale. Io gli dissi che ero sicuro ce l'avrebbe fatta, perché si allenava con la fame di un ragazzino. Una partita sua che mi ricordo come se fosse ieri? L'esordio contro il Milan, senza dubbio. Perdemmo 2-1, ma fece una cosa come 15-16 parate strepitose. Non è altissimo o prestante come i portieri moderni, ma ha un'agilità e una reattività fuori dal comune. Poi mi ricordo una parata senza logica su De Vrij, contro l'Inter, quando pareggiammo 1-1. Sulla riga di porta, da terra, riuscì a parare il suo tiro. Da lì è diventato subito l'idolo dei tifosi. A Salerno ho passato anni meravigliosi, poi abito lì, vedere quell'entusiasmo anche in C è qualcosa di incredibile. Riempivamo sempre tutta la curva anche nelle grandi città come Milano e Roma. Meriterebbe un palcoscenico migliore.

Duo Cosmi-Faggiano? Un ds che conosce molto bene le categorie è sempre un buon inizio. Per poco non sono andati in B, ma qui ci sperano tutti. Tutti vorrebbero un ritorno della Salernitana vista negli anni di Memo. Ochoa mai in un top club? Forse perché, rispetto a tanti colleghi, è poco pubblicizzato e non dà nell'occhio. Ma per qualità avrebbe potuto giocare nel Milan, nella Juve o nelle due di Manchester, a mani basse. Per me è allo stesso livello di Neuer o Van der Sar".

Sezione: News / Data: Ven 26 giugno 2026 alle 19:30
Lorenzo Portanova
vedi letture
Lorenzo Portanova
autore
Caporedattore dal 2023