L'ex allenatore della Casertana Gaetano Fontana è intervenuto a 'TuttoSalernitana', trasmissione in onda su SeiTv: "Ci sono squadre dal valore importante, tutte le qualificate, ma anche altre incappate in una giornata storta come il Cosenza, una delle sorprese del campionato. Questo evidenzia però come i playoff siano una situazione a parte: entrano in gioco componenti emotive che hanno un ruolo fondamentale. Durante il campionato si pensa che ci sia tempo per rimediare, nelle gare secche invece diventa difficile gestire certe situazioni. Diventano fondamentali, oltre alla qualità e alla condizione fisica, anche la predisposizione mentale a queste partite. È fondamentale rimanere sempre in gara. La Casertana ha subito un po’ il Crotone, ma è stata brava a restare in partita e a trovare il pari alla fine, come detto anche da Rocchi. Chi ha il doppio vantaggio spesso entra in campo pensando di poter gestire, ma così si rischiano sorprese irrimediabili. Ora i playoff diventano davvero affascinanti".
Conoscere già l’avversario può essere un vantaggio?
"Rappresenta sicuramente un vantaggio, perché l’hai già affrontata nel girone. Sono però sempre partite spigolose. La Casertana ha qualità importanti, giocatori compatibili tra loro e ha fatto un campionato importante. L’allenatore può giostrare a piacimento l’assetto iniziale: ieri ha iniziato la gara in un modo e l’ha finita in un altro per cercare di recuperare. Dal punto di vista nervoso sono gare pesanti. La Salernitana ha meno peso fisico, visto che entra ora nei playoff, mentre per gli altri può esserci un po’ più di difficoltà".
Giocare ogni tre giorni è un vantaggio o uno svantaggio?
"Se uno dovesse scegliere, forse sarebbe meglio iniziare subito i playoff. Spesso si è visto che chi parte dall’inizio non riesce a mantenere il passo, mentre chi entra dopo fa fatica a trovarlo. Questo perché il lasso di tempo tra la fine del campionato e l’inizio dei playoff diventa lungo e non è semplice organizzare amichevoli di un certo livello. Va detto però che se arrivi secondo significa che hai valori importanti e una profondità di rosa che ti consente di gestire meglio le partite".
Batterebbe sul senso di rivalsa dopo quanto successo lo scorso anno?
"No, perché sono contesti diversi e con uomini diversi. Questi giocatori non hanno ferite aperte legate al passato. Mi concentrerei soltanto sui temi del campo. Salerno ha una tifoseria importante e sono certo che Cosmi presenterà una squadra accattivante, capace di arrivare al cuore dell’ambiente, per far sì che questo connubio possa diventare vincente".
Quale potrebbe essere l’arma decisiva della Salernitana?
"Il curriculum di ogni singolo giocatore, anche di quelli che partono dalla panchina. Parliamo di una rosa molto importante. Si pensava potesse ammazzare il campionato, ma cambiando tanti giocatori diventa difficile trovare subito quella compattezza e quella fluidità che ti permettono di essere altamente performante. Un’annata così poteva anche essere prevedibile. Ora però la Salernitana può giocarsi questa competizione contando su grandi qualità in tutte le zone del campo".
Sei stato vicino alla Salernitana: quanto ti è dispiaciuto non arrivare?
"Mi è dispiaciuto perché non è stata una scelta tecnica, c’era l’accordo su tutto. Quello che è accaduto si è saputo solo marginalmente. La vicenda della partita con la Nocerina ha avuto un peso importante. In quell’occasione gli unici penalizzati siamo stati noi, con esclusioni dal campionato e squalifiche. Oggi mi viene quasi da sorridere pensando a quelle sanzioni, ma nessuno ce l’aveva con la Salernitana. Tutti sanno che abbiamo subito delle forzature nel nostro ambiente e diventava difficile gestire quella domenica. La Salernitana mi è sempre stata simpatica, l’ho incontrata tante volte e, da uomo del Sud, mi sentivo vicino a quella realtà. Avrei voluto vivere quell’esperienza: avevamo tutto per fare bene, ma la vita ha deciso diversamente. Mai dire mai. La cosa migliore è sempre parlarsi e chiarirsi. Io non ho mai avuto nulla contro Salerno e mai lo avrò. Ho lavorato tanto per giocarmi quella possibilità, ma forse non era il mio turno".
Col senno di poi, forse è stato meglio non venire a Salerno?
"A bocce ferme può essere una lettura, ma non avremo mai la controprova. Ognuno ha il suo modo di fare. Con Petrachi mi sentivo spesso e quella complicità nata con lui poteva essere anche un’arma per gestire tutto quello che c’era attorno. Vedendo come sono andate le cose, magari sono stato anche fortunato".
Chi passa tra Salernitana e Casertana?
"C’è differenza nel valore delle due squadre, ma poi guardi partite come quella del Casarano a Cosenza e ti rendi conto che può succedere di tutto. La gestione degli aspetti emotivi diventa fondamentale per fare emergere la qualità di una squadra. Ci sono valori importanti da entrambe le parti, ma quelli della Salernitana sono superiori a quelli di tantissime altre squadre. Se guardiamo questo aspetto, i granata partono avvantaggiati, ma nei playoff vale tutto e il contrario di tutto".
Sull’Ascoli, come arriva ai playoff dopo aver perso il campionato all’ultimo?
"Bisogna fare due valutazioni. Dal punto di vista tecnico credo sia stata la squadra che ha espresso il miglior calcio dei tre gironi e infatti i risultati sono arrivati. Ha vissuto varie fasi: è partita bene, poi tra gennaio e febbraio ha avuto un piccolo calo, anche a causa di infortuni in zone importanti del campo, e infine è cresciuta di nuovo nel finale. L’ultima gara di Campobasso non la inserirei nel contesto generale, perché i ragazzi avevano più le orecchie rivolte ad Arezzo. Non avevo mai visto la squadra in quel modo. Hanno cercato di fare la partita, ma senza quella lucidità necessaria per ottenere il risultato, anche perché arrivavano notizie poco rassicuranti dagli altri campi. Poi c’è il tema della lunga inattività prima dei playoff. Hanno comunque fatto un grande lavoro: hanno iniziato in ritardo per il cambio di società e ci sono stati tanti cambiamenti. La curiosità è capire come ritroveremo l’Ascoli, perché qualche strascico emotivo potrebbe esserci. Come Salerno, anche Ascoli ha accompagnato la squadra con entusiasmo, voglia e passione. E anche questo può fare la differenza".
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